{"id":1335,"date":"2020-06-25T10:57:24","date_gmt":"2020-06-25T08:57:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriodiscriminazioni.org\/?p=1335"},"modified":"2021-02-11T18:30:59","modified_gmt":"2021-02-11T17:30:59","slug":"discriminazione-genere-mancata-considerazione-dei-periodi-maternita-lanzianita-servizio-passaggio-alla-qualifica-superiore-corte-dappello-venezia-s","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriodiscriminazioni.org\/index.php\/2020\/06\/25\/discriminazione-genere-mancata-considerazione-dei-periodi-maternita-lanzianita-servizio-passaggio-alla-qualifica-superiore-corte-dappello-venezia-s\/","title":{"rendered":"Discriminazione di genere, Mancata considerazione dei periodi di maternit\u00e0 per l\u2019anzianit\u00e0 di servizio per il passaggio alla qualifica superiore, Corte d\u2019\u2019Appello di Venezia, sentenza del 20.02.2018."},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>REPUBBLICA ITALIANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IN NOME DEL POPOLO\u00a0 ITALIANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA CORTE D&#8217;APPELLO\u00a0 DI <\/strong><strong>VENEZIA- <\/strong><strong>Sezione Lavoro<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Composta dai Magistrati:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dr. Roberto\u00a0 Santoro Dr. Umberto Dosi Dr.ssa Annalisa Multari<\/p>\n<p>ha pronunciato\u00a0 la seguente<\/p>\n<p>Presidente Consigliere rei. Consigliere<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>SENTENZA<\/em><\/strong><\/p>\n<p>nella\u00a0 causa\u00a0 promossa\u00a0 in\u00a0 appello con\u00a0 ricorso\u00a0 depositato in data 5.1.20 I 07<\/p>\n<p><strong>da<\/strong><\/p>\n<p><b>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/b>avv.ti<\/p>\n<p>e<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;.SPA\u00a0 \u00a0(C.F.\/P.I.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ),\u00a0 in\u00a0\u00a0 persona \u00a0del Procuratore\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dott.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 rappresentata\u00a0 e difesa dagli &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p>, elettivamente\u00a0\u00a0 domiciliata\u00a0\u00a0 presso\u00a0\u00a0 lo Studio\u00a0 di\u00a0 quest&#8217;ultimo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>-appellante <\/strong>&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>contro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..(C.F.<\/p>\n<p>),\u00a0 rappresentata\u00a0 e difesa \u00a0dall&#8217;avv.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 , elettivamente\u00a0 domiciliata\u00a0 presso\u00a0 il \u00a0suo Studio in<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>-appellata-<\/strong><\/p>\n<p><strong>OGGETTO:\u00a0 <\/strong>riforma della sentenza n. 336\/2016\u00a0 del Giudice del lavoro del Tribunale di\u00a0\u00a0 Venezia.<\/p>\n<p><strong>IN PUNTO: <\/strong>computabilit\u00e0 dei periodi di assenza per congedo maternit\u00e0\/parentale ai fini della progressione\u00a0 di carriera.<\/p>\n<p><u>Conclusioni\u00a0 per <\/u><u>l&#8217;appellante:<\/u><\/p>\n<p><em>&#8220;Piaccia a codesta Ecc.ma Corte di Appello accogliere <\/em><em>il presente appello e, in riforma della sentenza impugnata, cos\u00ec provvedere:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>in via pregiudiziale e\/o preliminare, dichiarare inammissibile il ricorso introduttivo del primo grado di giudizio;<\/em><\/li>\n<li><em>in via principale, rigettare tutte le domande formulate da controparte nel ricorso introduttivo del primo grado di giudizio in quanto ivi fondate sia in fatto che in diritto;<\/em><\/li>\n<li><em>condannare controparte \u00a0al\u00a0\u00a0\u00a0 pagamento\u00a0 di\u00a0 spese\u00a0 e\u00a0 competenze\u00a0 professionali\u00a0\u00a0 del\u00a0 doppio\u00a0 \u00a0grado \u00a0di <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><u>Conclusioni per la parte appellata <\/u>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nel merito:<\/em><\/p>\n<p><em>rigettarsi\u00a0 l\u00a0 &#8216;appello\u00a0 \u00a0proposto da\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 spa\u00a0 e per l &#8216;effetto\u00a0 confermarsi\u00a0 integralmente\u00a0 la\u00a0 \u00a0statuizione \u00a0di primo grado del Giudice del Lavoro del Tribunale di Venezia\u00a0 \u00a0impugnata;<\/em><\/p>\n<p><em>Con vittoria di spese, rimborso forfetario spese generali del I 5% e competenze professionali come per legge, con distrazione in favore del sottoscritto procuratore che ha anticipato <\/em>i <em>primi e non riscosso <\/em>i <em>secondi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SVOLGIMENTO\u00a0 DEL PROCESSO<\/strong><\/p>\n<p>Con ricorso di primo grado la ricorrente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 esponeva:<\/p>\n<ul>\n<li>di avere lavorato dal 2005 alle dipendenze della societ\u00e0 resistente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 spa presso l&#8217;Aeroporto &#8230;&#8230; , con mansioni di agente di rampa\/addetta ad assistenza passeggeri;<\/li>\n<li>di esser stata inquadrata, inizialmente, al livello 6\u00b0 del CCNL di categoria, dal 10 dicembre 2007 al 5\u00b0 livello e, dall&#8217;I febbraio 2012, al 4\u00b0 livello;<\/li>\n<li>di essersi assentata dal lavoro per <u>congedo di maternit\u00e0 <\/u>dall&#8217; 8.12.2008 al 18.05.2009\u00a0 e\u00a0 dal\u00a0\u00a0 01.2011\u00a0\u00a0 al 5.06.2011 e per <u>congedo parentale <\/u>dal 19 .05.2009 al 18.10.2009 e per 27 giorni\u00a0 frazionati\u00a0 goduti nell&#8217;arco temporale intercorrente tra il mese di giugno e il mese di settembre del\u00a0 \u00a02011;<\/li>\n<li>di esser stata discriminata dalla societ\u00e0 resistente che non le aveva\u00a0 conteggiato,\u00a0 ai fini dell&#8217;acquisizione del 4\u00b0 livello, a cui avrebbe avuto contrattualmente diritto sin dall&#8217;l.11.2010, i periodi di\u00a0 congedo\u00a0 di maternit\u00e0 ed altres\u00ec di congedo \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 .<\/li>\n<\/ul>\n<p>Chiedeva all&#8217;adito Tribunale di accertare il diritto della ricorrente a vedersi computati\u00a0 i periodi di assenza\u00a0 per\u00a0 congedo\u00a0\u00a0 di maternit\u00e0\u00a0\u00a0 e congedo\u00a0 parentale\u00a0 ai fini della\u00a0 progressione\u00a0 di carriera;\u00a0 conseguentemente, di accertare la natura discriminatoria e\/o illegittima della mancata attribuzione\u00a0 in favore della ricorrente della qualifica di Impiegato di 4\u00b0 livello ai sensi della contrattazione collettiva per il personale di terra del \u00a0trasporto \u00a0aereo e delle attivit\u00e0 \u00a0aeroportuali\u00a0 \u00a0a decorrere \u00a0dal \u00a0IO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 novembre \u00a020 I O ovvero \u00a0dalla \u00a0diversa data, antecedente o successiva, ritenuta equa e di giustizia;\u00a0 per l&#8217;effetto,\u00a0 anche\u00a0 al\u00a0 fine della rimozione\u00a0 degli effetti di natura discriminatoria, accertare e dichiarare\u00a0 il diritto della ricorrente all&#8217;inquadramento\u00a0 al\u00a0 4\u00b0 livello impiegatizio a decorrere dal 1\u00b0 novembre 2010 ovvero dalla diversa data, anche antecedente, ritenuta equa e di giustizia ai sensi delle disposizioni della disciplina della contrattazione collettiva per il personale di terra del trasporto aereo e delle attivit\u00e0 aeroportuali richiamata in atti; conseguentemente condannare la societ\u00e0 convenuta al pagamento delle relative differenze retributive, da quantificarsi in separato giudizio,\u00a0 oltre alla regolarizzazione contributiva\/previdenziale del rapporto\u00a0 di \u00a0lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Costituendosi, la societ\u00e0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . spa chiedeva il rigetto del ricorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Con sentenza n. 336\/2016\u00a0 del 4.5.2016 il Tribunale, in accoglimento del ricorso, accertata\u00a0\u00a0\u00a0 la natura<\/p>\n<p>discriminatoria della mancata\u00a0 attribuzione alla sig.ra\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 del 4\u00b0 livello impiegatizio CCNL \u00a0personale di terra del trasporto aereo e delle attivit\u00e0 aeroportuali a decorrere dall&#8217; 1.11.2010, ha accertato il diritto della lavoratrice a detto inquadramento con la decorrenza indicata, ed ha condannato la societ\u00e0 al pagamento\u00a0 delle conseguenti\u00a0 differenze retributive ed alla rifusione delle spese di lite \u00a0liquidate.<\/p>\n<p>Il Tribunale ha fondato il proprio convincimento\u00a0 sulla\u00a0 base delle seguenti\u00a0 argomentazioni:<\/p>\n<ol>\n<li>la contrattazione collettiva (art H2 CCNL), nell&#8217;individuare i periodi di attestazione per il passaggio\u00a0 da un livello di inquadramento all&#8217; altro, fa solo apparentemente riferimento a periodi di <em>&#8220;effettivo servizio&#8221;\u00a0 <\/em>nel livello precedente, trattandosi in realt\u00e0 di periodi di <em>&#8220;mero \u00a0servizio&#8221;<\/em><\/li>\n<li>una diversa lettura della norma contrattual-collettiva si rivelerebbe discriminatoria, in quanto finirebbe per limitare e rallentare la carriera di una donna rispetto a quella di un uomo e delle altre donne che non hanno figli, in ragione della propria maternit\u00e0 , senza alcuna giustificazione, in violazione della normativa comunitaria;<\/li>\n<li>la discriminatoriet\u00e0 del comportamento tenuto dalla\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 dimostrata\u00a0 altres\u00ec dalla documentazione in atti, da cui risulta che vi sono stati lavoratori, assenti per malattia, per i quali tali assenze sono state computate da\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ai fini del servizio per la progressione di carriera, laddove\u00a0\u00a0 la giustificazione \u00a0addotta dall&#8217;azienda che si tratterebbe di pochi giorni rende ancor pi\u00f9 evanescente ed arbitrario il comportamento datoriale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Avverso la predetta sentenza ha proposto appello\u00a0 &#8230;. spa chiedendone\u00a0 la riforma sulla base dei seguenti motivi di gravame.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con il <strong>primo motivo di appello <\/strong><em>(&#8220;<u>Sull&#8217;erronea <\/u><\/em><em><u>interpretazione della norma contrattual-collelliva<\/u><\/em><em>), <\/em>l&#8217;appellante censura l&#8217;impugnata sentenza per avere il Tribunale erroneamente ritenuto che la norma contrattual-collettiva che prevede il decorso di determinati periodi di attestazione ai fini del passaggio di livello (dal sesto al quinto, e poi, dal quinto al quarto)\u00a0 va\u00a0 interpretata\u00a0 computando\u00a0 la\u00a0 mera\u00a0 anzianit\u00e0 di servizio e non l&#8217;effettivo espletamento della prestazione lavorativa, sicch\u00e9 secondo il Tribunale l&#8217;azienda avrebbe errato nell&#8217;escludere dal calcolo i periodi di assenza \u00a0della sig.ra\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 per maternit\u00e0 e congedo parentale (che sono pari a 16 mesi circa).<\/p>\n<p>Deduce che ai sensi del C.C.N.L. per il personale di terra del trasporto aereo e delle attivit\u00e0 aeroportuali dell&#8217; 8.07.2010, art. H2, <em>&#8220;I livelli sono definiti dalle declaratorie <\/em>&#8211; <em>di seguito riportate al successivo punto <\/em><em>4 <\/em>&#8211; <em>intese come <\/em><em>espressioni <\/em><em>dei contenuti della professionalit\u00e0 in termini di conoscenze professionali, responsabilit\u00e0 <\/em><em>e <\/em><em>autonomia <\/em><em>operativa. <\/em><em>Ogni declaratoria \u00e8 ulteriormente specificata dalle esemplificazioni proprie di ciascun livello. <u>Tali <\/u><\/em><em><u>esemplificazioni sono <\/u><\/em><em><u>inserire nel livello massimo <\/u><\/em><em><u>di <\/u><\/em><em><u>attestazione <\/u><\/em><em><u>previsto <\/u><\/em><em><u>per la relativa <\/u><\/em><em><u>posiz<\/u><\/em><em><u>ion<\/u><\/em><em><u>e <\/u><\/em><em><u>di lavoro, raggiungibile <\/u><\/em><em><u>secondo <\/u><\/em><em><u>le modalit\u00e0 <\/u><\/em><em><u>ed <\/u><\/em><u>i <\/u><em><u>tempi <\/u><\/em><em><u>specificamente <\/u><\/em><em><u>indicati al <\/u><\/em><em><u>successivo <\/u><\/em><em><u>punto <\/u><\/em><em><u>5, il<\/u><\/em><u>\u00a0<\/u><em><u>riconoscimento dell&#8217;<\/u><\/em><em><u>esperienza\u00a0<\/u><\/em><em><u>\u00a0<\/u><\/em><em><u>e\/o <\/u><\/em><em><u>della <\/u><\/em><em><u>completa autonomia <\/u><\/em><em><u>di <\/u><\/em><em><u>esecuzione che s\u00ec conviene gli <\/u><\/em><em><u>interessati <\/u><\/em><em><u>abbiano <\/u><\/em><em><u>progressivamente acquisito nel <\/u><\/em><em><u>corso <\/u><\/em><em><u>del <\/u><\/em><em><u>relativo <\/u><\/em><em><u>servizio\u00a0effettuato\u00a0<\/u><\/em><em><u>nei <\/u><\/em><em><u>diversi <\/u><\/em><em><u>livelli in <\/u><\/em><em><u>cui \u00e8 collocata <\/u><\/em><em><u>la <\/u><\/em><em><u>specifica\u00a0<\/u><\/em><em><u>posizione e nei quali questa s\u00ec <\/u><\/em><em><u>intende <\/u><\/em><em><u>convenzionalmente esemplificata <\/u><\/em><em><u>(.<\/u><\/em><em><u>.<\/u><\/em><em><u>.)&#8221; <\/u><\/em><u>Con particolare riferimento alla figura lavorativa della lavoratrice (addetto di scalo), la contrattazione collettiva ha previsto che <em>&#8220;La posizione di lavoro <\/em><em>\u00e8 <\/em><\/u><em><u>collocata <\/u><\/em><em><u>su tre livelli: 6\u00b0-5\u00b0-4\u00b0. Il lavoratore sar\u00e0 inizialmente <\/u><\/em><em><u>assegnalo al <\/u><\/em><em><u>livello 6\u00b0 <\/u><\/em><em><u>e. <\/u><\/em><em><u>dopo 18 mesi di <\/u><\/em><em><u>servizio, al <\/u><\/em><em><u>livello <\/u><\/em><u>5<\/u><u>\u00b0<\/u><u>, <em>per poi <\/em><\/u><em><u>conseguire. <\/u><\/em><strong><em><u>dopo ult<\/u><\/em><\/strong><strong><em><u>e<\/u><\/em><\/strong><strong><em><u>riori <\/u><\/em><\/strong><strong><em><u>24 <\/u><\/em><\/strong><strong><em><u>mesi di <\/u><\/em><\/strong><strong><em><u>servizio. <\/u><\/em><\/strong><em><u>il <\/u><\/em><em><u>livello 4\u00b0<\/u><\/em><em><u>&#8220;.<\/u><\/em><\/p>\n<p>Deduce che le parti collettive hanno valutato in 24 mesi di effettivo servizio nel 5\u00b0 livello il periodo di tempo necessario alla progressiva acquisizione dell&#8217;esperienza e della\u00a0 completa autonomia esecutiva perch\u00e9 un lavoratore possa vedersi riconosciuto il 4\u00b0\u00a0 \u00a0livello.<\/p>\n<p>Afferma che la norma contrattual-collettiva \u00e8 chiarissima nel far riferimento al &#8220;servizio effettuato&#8221; dal lavoratore nei vari livelli in cui \u00e8 collocata la sua posizione\u00a0\u00a0 lavorativa.<\/p>\n<p>Deduce che la <em>ratio <\/em>delle declaratorie dei livelli 6, 5 e 4 (e l&#8217;inquadramento della posizione di addetto di\u00a0 scalo nei medesimi livelli in funzione dei mesi di effettivo servizio espletati) \u00e8 quella di contemplare la crescita professionale del lavoratore in relazione ali&#8217; esperienza ed alle capacit\u00e0 acquisite nel corso del tempo. Aggiunge che il percorso di crescita della professionalit\u00e0 del dipendente pu\u00f2 avvenire e<u>sclusivamente<\/u><u> \u00a0attraverso\u00a0 \u00a0l&#8217;effettivo\u00a0 \u00a0<\/u><u>esp<\/u><u>l<\/u><u>e<\/u> <u>tament<\/u><u>o<\/u><u>\u00a0\u00a0 \u00a0<\/u><u>del<\/u><u>\u00a0 \u00a0servizio\u00a0 \u00a0<\/u><u>e<\/u><u>\u00a0 \u00a0giammai\u00a0 \u00a0con\u00a0 \u00a0<\/u><u>la<\/u><u>\u00a0 \u00a0<\/u><u>mera<\/u><u>\u00a0 \u00a0maturazione<\/u> <u>dell&#8217;anzianit\u00e0 lavorativa (qualora ad essa non corrisponda il materiale svolgimento\u00a0\u00a0 della\u00a0\u00a0 mansioni <\/u><u>assegnate)<\/u><u>.<\/u><\/p>\n<p>Afferma che non \u00e8 neppure condivisibile l&#8217;assunto del Giudice di prime cure secondo cui nel contratto collettivo applicabile al caso di specie non vengono richiesti, ai fini del decorso del periodo di attestazione, i <em>&#8220;particolari requisiti&#8221; <\/em>previsti dal D.lgs. n. l 51\/2001, che all&#8217;art. 22, comma 5, con\u00a0 riferimento ai congedi per maternit\u00e0, prevede quanto segue: <em>&#8220;Gli stessi periodi sono considerati, ai .fini\u00a0 della progressione nella carriera, come attivit\u00e0 lavorativa, quando <\/em>i <em>contratti <\/em><em>collettivi\u00a0 <\/em><em>non richiedano\u00a0 a tale scopo particolari requisiti&#8221;; <\/em>evidenzia che se davvero la contrattazione collettiva non avesse voluto limitare il decorso del periodo di attestazione all&#8217;effettivo\u00a0 espletamento\u00a0 dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa,\u00a0 avrebbe fatto riferimento all&#8217;anzianit\u00e0 di\u00a0\u00a0 servizio,\u00a0\u00a0 ma\u00a0 tale\u00a0 terminologia non\u00a0 \u00e8 stata invece utilizzata\u00a0 nel CCNL,\u00a0\u00a0\u00a0 e ci\u00f2 \u00e8 perfettamente coerente con le altre disposizioni e, in particolare, con le declaratorie che fanno riferimento alla\u00a0 <em>&#8220;esperienza&#8221;\u00a0 <\/em>ed alla <em>&#8220;pratica specif\u00ecca&#8221;\u00a0 <\/em>nella mansione volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Con il secondo motivo di appello <em>(&#8220;<u>Sulla discriminazione quale <\/u><\/em><em><u>consegu<\/u><\/em><em><u>e<\/u><\/em><em><u>nza\u00a0 de\/l&#8217;interpretazione\u00a0 del\/a <\/u><\/em><em><u>norma\u00a0\u00a0 <\/u><\/em><em><u>cont<\/u><\/em><em><u>rattual<\/u><\/em><em><u>&#8211;<\/u><\/em><em><u>collettiva\u00a0\u00a0 <\/u><\/em><em><u>in\u00a0 <\/u><\/em><em><u>senso favorevole<\/u><\/em><em><u>\u00a0\u00a0<\/u><\/em><em><u>all&#8217;azienda&#8221;)<\/u><\/em><em><u>, <\/u><\/em><u>la parte appellante\u00a0 censura\u00a0 la\u00a0\u00a0 decisione\u00a0<\/u>del Tribunale laddove ha ritenuto che una diversa interpretazione della predetta norma\u00a0 contrattual\u00ad collettiva determinerebbe una discriminazione in danno delle lavoratrici- madri, che vedrebbero\u00a0 rallentata\u00a0 la\u00a0 loro progressione di carriera in conseguenza della \u00a0maternit\u00e0 .<\/p>\n<p>Richiama sul punto l&#8217;art. 22 comma 5\u00b0 del D.lgs. n. 151\/2001 che, con riferimento ai periodi di congedo per maternit\u00e0 ed alla loro incidenza sulla progressione di carriera, precisa che <em>&#8220;Gli stessi periodi sono considerati, ai.fini della progressione nella carriera, come attivit\u00e0 lavorativa. quando <\/em>i <em>contratti collettivi non richiedano a tale scopo particolari \u00a0requisiti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Evidenzia come il legislatore abbia quindi\u00a0 autorizzato\u00a0 la contrattazione collettiva\u00a0 a prevedere\u00a0 I&#8217; esistenza di determinati presupposti ai fini della progressione di carriera dei dipendenti; ne deriva che il contratto collettivo applicabile alla vicenda per cui \u00e8 causa, nella sua corretta interpretazione come chiarita nel precedente motivo di gravame, assume forza di legge per effetto del richiamo contenuto nel D.lgs. n. 15l\/2001, ragion per cui l&#8217;applicazione delle disposizioni contrattual-collettive\u00a0 oggetto\u00a0 d&#8217;indagine\u00a0 non\u00a0 potr\u00e0 in alcun caso portare al compimento di atti di gestione del rapporto di lavoro qualificabili come discriminatori.<\/p>\n<p>Ribadisce che le statuizioni\u00a0\u00a0 contenute nel contratto collettivo\u00a0 prevedono che <u>tutti\u00a0 i periodi <\/u><em><u>&#8220;non\u00a0\u00a0 lavorati&#8221;\u00a0<\/u><\/em><u>quindi, non soltanto quelli per congedo di maternit\u00e0 e parentali ma anche le assenze per malattia- <\/u>non possono ritenersi idonei in mancanza dell&#8217;effettivo espletamento del\u00a0 servizio,\u00a0 all&#8217;acquisizione dell&#8217;esperienza e della\u00a0 professionalit\u00e0 richieste\u00a0 dalla contrattazione collettiva.<\/p>\n<p>Afferma che i richiami all&#8217;ordinamento comunitario contenuti nella sentenza non sono pertinenti e, comunque, sono stati valutati in maniera errata dal Giudice di prime cure <em>(&#8220;Com&#8217;\u00e8 noto, infatti, le direttive comunitarie sulla discriminazione fondata sul sesso sono state recepite nel nostro ordinamento con l&#8217;introduzione del codice delle pari opportunit\u00e0 <\/em><em>. <\/em><em>Trattandosi, quindi, di direttive non self-executing, lo\u00a0 Stato italiano deve ritenersi\u00a0 vincolato solo\u00a0 con riferimento\u00a0 all&#8221;obiettivo da\u00a0 raggiungere\u00a0 avendo facolt\u00e0\u00a0 di individuare il mezzo ritenuto pit\u00ec opportuno per il conseguimento\u00a0\u00a0 della finalit\u00e0 \u00a0perseguita&#8221; )<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">*<\/h1>\n<p>Con\u00a0\u00a0\u00a0 il\u00a0 terzo\u00a0 motivo\u00a0 di\u00a0 appello\u00a0 (<strong><em>&#8220;<\/em><\/strong><em><u>Sul\u00a0 <\/u><\/em><em><u>raffronto\u00a0 con\u00a0 le\u00a0 assenze<\/u><\/em><em><u>\u00a0 \u00a0 per\u00a0 malattia\u00a0 di\u00a0 altri\u00a0\u00a0 lavoratori<\/u><\/em><em>&#8220;<\/em><strong><em>),\u00a0<\/em><\/strong>l&#8217;appellante censura la decisione del Tribunale laddove ha erroneamente\u00a0 ritenuto\u00a0 che la discriminatoriet\u00e0 del comportamento tenuto dall&#8217;azienda fosse ancor pi\u00f9 evidente dal computo, comprovato dalla documentazione in atti, delle assenze per malattia di altri dipendenti ai fini della progressione in carriera. Deduce che i periodi di congedo maturati dall&#8217;appellata non sono in\u00a0 alcun\u00a0 modo\u00a0 comparabili\u00a0 con\u00a0 le singole\u00a0 assenze\u00a0 per\u00a0 malattia\u00a0 di\u00a0 altri\u00a0 dipendenti\u00a0\u00a0 (che\u00a0 l&#8217;azienda\u00a0\u00a0 \u00a0invece \u00a0ha\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 calcolato\u00a0 nel \u00a0periodo \u00a0di attestazione); non pu\u00f2\u00a0 dubitarsi\u00a0 infatti\u00a0 che <em>&#8220;mentre\u00a0 un\u00a0 &#8216;assenza\u00a0 protrattasi\u00a0 per\u00a0 pochi\u00a0 giorni\u00a0 non\u00a0 pu\u00f2\u00a0 avere\u00a0 alcuna\u00a0\u00a0\u00a0 incidenza\u00a0 ai\u00a0 fini dell&#8217;acquisizione\u00a0 \u00a0dell&#8217;esperienza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dell&#8217;autonomia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 previste\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dalla contrattazione collettiva, al contrario, le assenze che perdurano per mesi e\u00a0 mesi\u00a0 (o, come\u00a0 nella\u00a0 vicenda\u00a0 in esame, per un anno e mezzo circa!) non\u00a0 sono\u00a0 idonee\u00a0 all&#8217;acquisizione\u00a0 dei\u00a0 requisiti\u00a0 richiesti\u00a0 per\u00a0 il conseguimento del livello di inquadramento superiore&#8221;. <\/em>Diversamente opinando,\u00a0 &#8220;si\u00a0 <em>arriverebbe\u00a0 a\u00a0 determinare un&#8217;ingiusta disparit\u00e0 di trattamento nei confronti dei lavoratori che hanno prestato\u00a0 attivit\u00e0 lavorativa\u00a0 per\u00a0 tutto\u00a0 il\u00a0 periodo\u00a0 di\u00a0 attestazione,\u00a0 salvo\u00a0 sporadiche assenze&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Si \u00e8 costituita in appello la ricorrente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 resistendo e chiedendo il rigetto del \u00a0gravame.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>La causa in grado di appello \u00e8 stata deciso come da separato dispositivo di sentenza allegato agli atti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;appello \u00e8 infondato e va rigettato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>MOTIVI\u00a0 DELLA DECISIONE<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;art. 22 del T.U. 151\/2001, <\/strong>ai commi 3\u00b0, 4\u00b0 e 5\u00b0, cos\u00ec recita:<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><em>I periodi di congedo di maternit\u00e0 devono essere computati nell&#8217;anzianit\u00e0 di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilit\u00e0 o alla gratifica natalizia e\u00a0 \u00a0alle ferie.<\/em><\/li>\n<li><em>I medesimi periodi non <\/em>si <em>computano ai <\/em><em>.<\/em><em>fini<\/em> <em>del raggiungimento dei limiti di permanenza nelle liste di\u00a0<\/em><em>mobilit\u00e0\u00a0 di\u00a0 cui\u00a0 all&#8217;articolo\u00a0 <\/em>7 <em>della\u00a0 legge\u00a0 23\u00a0 luglio\u00a0 1991,\u00a0 n<\/em><em>.<\/em><em>223,\u00a0 fermi\u00a0 restando\u00a0 <\/em>i\u00a0 <em>limiti\u00a0\u00a0\u00a0 temporali\u00a0 di\u00a0<\/em><em>fruizione dell&#8217; indennit\u00e0 di mobilit\u00e0. I medesimi\u00a0 periodi\u00a0 si\u00a0 computano\u00a0 ai fini\u00a0 del\u00a0 raggiungimento del limite minimo di sei mesi di lavoro effettivamente prestato per poter\u00a0 beneficiare dell&#8217;indennit\u00e0\u00a0 di mobilit\u00e0.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"5\">\n<li><em>Gli stessi periodi sono considerati, ai f\u00ecni della progressione nella carriera. come attivit\u00e0 lavorativa, quando <\/em>i <em>contratti collettivi non richiedano a tale scopo particolari \u00a0<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>Rileva la Corte che la contrattazione collettiva non richiede l&#8217;effettiva presenza in servizio del lavoratore quale presupposto per il decorso dei periodi di attestazione, ai fini della progressione\u00a0\u00a0\u00a0 nella carriera.<\/p>\n<p>In particolare, <strong>l&#8217;art. H2 del CCNL 8.7.2010 <\/strong>citato, nello stabilire diversi livelli di inquadramento e le varie progressioni temporali secondo le scansioni temporali previste dai vari periodi di attestazione, non prevede la necessit\u00e0 della presenza effettiva del lavoratore, limitandosi a valorizzare il mero decorso del tempo quale criterio presuntivo convenzionale circa l&#8217;avvenuto raggiungimento della professionalit\u00e0 richiesta per il superiore \u00a0livello.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>l&#8217;art. 23 del CCNL 8.7.2010 <\/strong>relativo alla &#8220;Tutela della maternit\u00e0&#8221;, ai commi\u00a0 4\u00b0 e 9\u00b0, conferma che l&#8217;assenza collegata alla gravidanza, alla maternit\u00e0 ed al periodo di congedo parentale debba essere computato a tutti gli effetti nell&#8217;anzianit\u00e0 di \u00a0servizio.<\/p>\n<p>Va altres\u00ec richiamata <strong>la sentenza n.595 del 6.3.2014 della Corte di Giustizia, <\/strong>che pronunciandosi sulla compatibilit\u00e0 con la direttiva 2006\/54\/CE (riguardante l &#8216;attuazione del principio di pari opportunit\u00e0 e di parit\u00e0 di trattamento\u00a0 tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego) ha\u00a0\u00a0 affermato:<\/p>\n<p><em>&#8220;Le disposizioni di attuazione del principio di parit\u00e0 di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, contenute nell&#8217;art. 14, \u00a71, <\/em><em>lett. e), della direttiva 2006\/154\u00a0 <\/em><em>e nell&#8217;art.\u00a0 15 <\/em><em>della stessa direttiva sono sufficientemente chiare, precise e incondizionate\u00a0 da\u00a0 poter\u00a0 produrre un\u00a0 effetto\u00a0 diretto. Esse rilevano rispettivamente l&#8217;esclusione in via generale ed in termini inequivocabili di qualsiasi discriminazione basata sul sesso e prevedono <\/em><em>che <\/em><em>all af\u00ecne del periodo di congedo per maternit\u00e0 la donna abbia\u00a0 diritto di riprendere\u00a0 il proprio lavoro o un posto equivalente\u00a0 secondo termini e condizioni che non le siano meno favorevoli, e a beneficiare di eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro che le sarebbero spettati durante la sua \u00a0assenza&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;art.15 della direttiva prescrive appunto che <em>&#8220;alla fine del periodo di congedo di maternit\u00e0 la donna ha diritto di riprendere il proprio lavoro o un posto equivalente\u00a0 secondo\u00a0 termini e condizioni\u00a0 che non le siano\u00a0 meno\u00a0 favorevoli,\u00a0 <\/em><em>e\u00a0 <\/em><em>a\u00a0 beneficiare\u00a0\u00a0 di\u00a0 <\/em><em>eventuali\u00a0 <\/em><em>miglioramenti\u00a0 delle\u00a0 <\/em><em>condizioni\u00a0 <\/em><em>di\u00a0 lavoro\u00a0 <\/em><em>che\u00a0\u00a0 \u00a0<\/em><em>le sarebbero spettate durante la sua assenza.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>La Corte di giustizia ha confermato che gli articoli della direttiva citati\u00a0 vietano\u00a0 qualsiasi tipo\u00a0 di\u00a0 trattamento meno favorevole per ragioni collegate alla gravidanza o al congedo per maternit\u00e0 ivi compresi <em>&#8220;l&#8217;accesso a tutti <\/em>i <em>tipi e a tutti <\/em>i <em>livelli di orientamento professionale, formazione, perfezionamento <\/em><em>e <\/em><em>riqualificazione professionali, nonch\u00e9 l&#8217;esperienza professionale, le condizioni di\u00a0 occupazione e\u00a0 di lavoro&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Alla luce delle considerazioni tutte che precedono, \u00e8 corretta\u00a0 la motivazione\u00a0 del Giudice\u00a0 di prime\u00a0 cure, che ha\u00a0 riconosciuto\u00a0 il diritto della\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di essere considerata\u00a0 a tutti\u00a0 gli\u00a0 effetti\u00a0 presente\u00a0 in servizio -ai fini della progressione in carriera- nei\u00a0 periodi\u00a0\u00a0 di assenza per maternit\u00e0\/congedo\u00a0 \u00a0parentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p>L&#8217;illegittimit\u00e0 della condotta di\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 spa\u00a0 trova\u00a0 ulteriore\u00a0 conferma\u00a0 nella\u00a0 circostanza\u00a0 (pacifica\u00a0 \u00a0e \u00a0non contestata in causa) che la societ\u00e0 ha trattato\u00a0 in modo\u00a0 diverso i tipi di assenze, atteso che solo le assenze per maternit\u00e0 (e non quelle per malattia) non sono state\u00a0 \u00a0valutate da\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ai fini della progressione nella carriera.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 conferma che, diversamente da quanto asserito dalla societ\u00e0 appellante, non sussiste alcuna disposizione contrattuale in base alla quale i periodi di attestazione necessari per il conseguimento del superiore\u00a0 inquadramento\u00a0 sarebbero solo quelli effettivamente lavorati.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>In conclusione,\u00a0 l&#8217;appello deve essere respinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Le spese di lite del\u00a0 presente\u00a0 grado,\u00a0 in dispositivo\u00a0 liquidate\u00a0\u00a0 facendo applicazione\u00a0 dei criteri\u00a0 previsti\u00a0\u00a0 dal<\/p>\n<p>D.M.\u00a0 55\/2014, seguono la\u00a0 soccombenza.<\/p>\n<p>Al riguardo, si d\u00e0 atto che per mero refuso \u00e8 stata omessa al punto 2) del dispositivo di\u00a0 sentenza\u00a0 la pronunci di\u00a0 distrazione\u00a0 delle\u00a0 spese \u00a0(regolarmente formulata nella memoria difensiva di parte appellata), ed in tal senso va emendato il predetto capo di \u00a0sentenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p>Per il\u00a0 rigetto\u00a0 integrale\u00a0 dell&#8217;appello,\u00a0 deve\u00a0 darsi\u00a0 atto che sussistono\u00a0 le condizioni\u00a0 oggettive\u00a0 richieste\u00a0dall&#8217;art.13, comma 1-quater del d.p.r. 115\/2002 per il raddoppio del contributo unificato salva la verifica del requisito soggettivo di esenzione da parte di chi di competenza\u00a0\u00a0 .<\/p>\n<p>Infatti, l&#8217;art.I, comma\u00a0 17 della legge 24 dicembre 2012,\u00a0 n. 228 del 2012 ha integrato l&#8217;art. 13 del D.P.R.\u00a0\u00a0\u00a0 30 maggio 2002, n.115, aggiungendovi il comma 1 quater, nel cui testo \u00e8 previsto solo che <em>&#8220;<u>I<\/u><\/em><em><u>l <\/u><\/em><em><u>giudice <\/u><\/em><em><u>d\u00e0 <\/u><u>atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente&#8221;, <\/u><\/em><u>vale a dire rigetto integrale o dichiarazione\u00a0 d&#8217;inammissibilit\u00e0 o improcedibilit\u00e0 dell&#8217;impugnazione, anche\u00a0 \u00a0incidentale.<\/u><\/p>\n<p>Per l&#8217;inserimento della norma del 2012 nell&#8217; articolo che disciplina il contributo\u00a0 unificato anche il raddoppio dello stesso non pu\u00f2 essere equiparato a una sanzione\u00a0 pecuniaria\u00a0 da comminarsi\u00a0 dal Giudice, ma ha la stessa natura di tributo (per tale conclusione cfr. Cass. S.U. n. 9938 dell&#8217; 8.5.2014, richiamata anche nella nota m.\u00a0 19920\/U del Min. Giustizia, Dip. Aff. Giustizia, Dir. Gen. Giust.\u00a0 \u00a0Civ.).<\/p>\n<p>Ne deriva, pertanto, che l&#8217;entit\u00e0 del contributo e eventuali condizioni reddituali e\/o soggettive di esonero sono questioni che esorbitano dalla giurisdizione del giudice civile e non\u00a0 devono\u00a0 essere disaminate in questa sede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">P.Q.M<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Corte, definitivamente pronunciando nella causa in epigrafe indicata, rigettata ogni diversa istanza, eccezione e deduzione, cos\u00ec\u00a0 decide:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>l\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rigetta l&#8217;appello;<\/p>\n<p>2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condanna\u00a0 la societ\u00e0\u00a0 appellante\u00a0 a rifondere alla parte appellata\u00a0 le spese di lite del\u00a0 \u00a0presente grado di giudizio, liquidate in \u20ac 6.615,00 per compensi professionali oltre \u20ac20,00 per spese, oltre rimborso forfetario spese generali ex lege, IVA e \u00a0CPA;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venezia 23.11.2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Consigliere estensore Umberto Dosi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Presidente Dott. Roberto Santoro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Depositato\u00a0 in cancelleria\u00a0 il 20 febbraio 2018.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO\u00a0 ITALIANO LA CORTE D&#8217;APPELLO\u00a0 DI VENEZIA- Sezione Lavoro \u00a0 Composta dai Magistrati: &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1336,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[33,5],"tags":[11],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Discriminazione di genere, Mancata considerazione dei periodi di maternit\u00e0 per l\u2019anzianit\u00e0 di servizio per il passaggio alla qualifica superiore<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u00e8 illegittima la condotta della societ\u00e0 che non computa nell\u2019anzianit\u00e0 di servizio i periodi di assenza della 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