{"id":1503,"date":"2020-12-02T15:17:40","date_gmt":"2020-12-02T14:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriodiscriminazioni.org\/?p=1503"},"modified":"2020-12-02T15:17:40","modified_gmt":"2020-12-02T14:17:40","slug":"indennita-di-maternita-discriminazione-di-genere-corte-di-cassazione-ordinanza-29-settembre-2020-n-20673","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriodiscriminazioni.org\/index.php\/2020\/12\/02\/indennita-di-maternita-discriminazione-di-genere-corte-di-cassazione-ordinanza-29-settembre-2020-n-20673\/","title":{"rendered":"Indennit\u00e0 di maternit\u00e0, discriminazione di genere, Corte Di Cassazione \u2013 Ordinanza 29 settembre 2020, n. 20673"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Fatti di causa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>con ricorso proposto dinanzi al Tribunale di Pistoia secondo il rito sommario contro le discriminazioni di genere ex artt. 36 e 38 del d.lgs. n. 198 del 2006, la signora P.T. e la Consigliera di parit\u00e0 della provincia di Pistoia convenivano in giudizio l\u2019IPSEMA al fine di sentire accertare l\u2019illegittimit\u00e0 e la natura discriminatoria del comportamento dell\u2019istituto previdenziale in relazione ai criteri adottati per la liquidazione dell\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 in favore della ricorrente T. e, per l\u2019effetto, ricostituire e riliquidare il trattamento economico di maternit\u00e0 secondo i criteri di cui al t.u. n. 151 del 2001 e, conseguentemente, condannare l\u2019istituto al pagamento della somma di \u20ac 11.200,00 o di quella diversa riconosciuta di giustizia, in subordine a titolo di danno patrimoniale subito.<\/li>\n<li>In particolare la signora T., dipendente della societ\u00e0 Meridiana s.p.a. con la qualifica e le mansioni di assistente di volo addetta a scali nazionali e internazionali, era stata assente per congedo per maternit\u00e0 nel periodo dal 15\/5\/2007 al 15\/7\/2008 ai sensi dell\u2019articolo 16 del t.u. n. 151 del 2001 e lamentava che l\u2019istituto avesse calcolato l\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 non sulla base della retribuzione media globale giornaliera, cos\u00ec come stabilito dagli articoli 22 e 23 del suddetto d.lgs n. 151, ma sulla retribuzione assoggettata a prelievo contributivo e fiscale, conteggiando l\u2019indennit\u00e0 di volo, sia per la parte fissa che per quella variabile, solo nella misura del 50%, cos\u00ec come stabilito dall\u2019articolo 51 del TUIR n. 917 del 1986.<\/li>\n<li>La Corte d\u2019appello di Firenze confermava la sentenza del Tribunale di Pistoia che aveva accolto il ricorso e, accertata l\u2019illegittimit\u00e0 e la discriminatoriet\u00e0 del comportamento dell\u2019IPSEMA nella determinazione del trattamento di maternit\u00e0, aveva condannato l\u2019INAIL, quale successore dell\u2019IPSEMA, a corrispondere a P.T. l\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 nell\u2019importo richiesto.<\/li>\n<li>La sentenza veniva confermata dalla Corte d\u2019appello di Firenze.<\/li>\n<li>Per la cassazione della sentenza l\u2019INAIL, in qualit\u00e0 di successore dell\u2019IPSEMA, ha proposto ricorso, affidato a due motivi, cui la Consigliera di parit\u00e0 della provincia di Pistoia e P.T. hanno resistito con controricorso e memoria ex art. 380 bis. 1.c.p.c.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ragioni della decisione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>l\u2019istituto deduce come primo motivo la falsa applicazione degli articoli 22 secondo comma e 23 terzo comma del d.lgs n. 151\/2001, degli artt. 6 del d.lgs 314 del 1997 (modificativo dell\u2019art. 27 commi 2 e 10 del DPR 797 del 1955), dell\u2019art. 48 del TUIR n. 917 del 1986 (oggi art. 51 a seguito della rinumerazione disposta dal d.lgs n. 344 del 2003) nonch\u00e9 dell\u2019art. 12 delle disposizioni preliminari al codice civile.<\/li>\n<li>L\u2019INAIL critica la ricostruzione delle fonti normative operata dai giudici di merito ed assume che, ai fini della determinazione della retribuzione parametro per il calcolo dell\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 dovuta alle assistenti di volo, la voce retributiva c.d. indennit\u00e0 di volo debba essere considerata al 50% e non in misura intera. La soluzione muove dall\u2019assunto che la retribuzione parametro dell\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 \u00e8 uguale alla retribuzione parametro dell\u2019indennit\u00e0 di malattia, ai sensi dell\u2019art. 23 comma 3 D.lgs. nr. 151 del 2001, e questa \u00e8 uguale alla retribuzione imponibile ai fini contributivi, ai sensi dell\u2019art. 27, comma 10, del DPR nr. 797 del 1955, che a sua volta \u00e8 uguale alla retribuzione imponibile ai fini fiscali ai sensi dell\u2019art. 27, comma 2, del DPR nr. 797 del 1955, che include il 50% delle indennit\u00e0 di volo ai sensi dell\u2019art. 51 del DPR nr. 917 del 1986.<\/li>\n<li>Come secondo motivo l\u2019istituto ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell\u2019art. 25 comma 2-bis del d.lgs n. 198 del 2006 e lamenta che la Corte territoriale abbia ravvisato nella fattispecie un\u2019ipotesi di discriminazione, che dovrebbe invece essere esclusa sulla base del rilievo che i criteri determinativi dell\u2019indennit\u00e0 sono identici per tutto il personale navigante, stante l\u2019uniformit\u00e0 della disciplina normativa, legislativa e regolamentare.<\/li>\n<li>Il ricorso non \u00e8 fondato.La decisione della Corte territoriale costituisce l\u2019esito di due autonome rationes deciderteli, ritenendosi che le modalit\u00e0 di liquidazione adottate dall\u2019IPSEMA derivino da un\u2019errata applicazione della normativa di riferimento e che siano discriminatorie.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"10\">\n<li>Al di l\u00e0 della possibile natura discriminatoria del criterio di calcolo dell\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 adottato dall\u2019istituto, la soluzione cui \u00e8 pervenuta la Corte di merito \u00e8 conforme a diritto, il che determina il rigetto del primo motivo di ricorso.<\/li>\n<li>La questione agitata in causa \u00e8 stata gi\u00e0 affrontata e decisa da questa Corte nella sentenza 11\/05\/2018 n. 11414, a cui occorre dare continuit\u00e0 ed alle cui motivazioni ci si riporta.<\/li>\n<li>Occorre quindi ribadire che l\u2019art. 22 del D.lgs. nr. 151 del 2001 disciplina, in generale, il trattamento economico e normativo del congedo di maternit\u00e0, stabilendo, quanto a quello economico (comma 1), che lo stesso sia \u00abpari all\u201980% della retribuzione\u00bb e, quanto agli aspetti normativi (comma 2), che il trattamento sia corrisposto \u00abcon le modalit\u00e0 di cui all\u2019art. 1 del decreto legge 30 dicembre 1979, n.633, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33\u00bb e con gli \u00abstessi criteri previsti per l\u2019erogazione delle prestazioni dell\u2019assicurazione obbligatoria contro le malattie\u00bb.<\/li>\n<li>Il rinvio ai criteri previsti per l\u2019erogazione delle prestazioni dell\u2019assicurazione obbligatoria contro le malattie, diversamente da quanto ritenuto dall\u2019INAIL, deve intendersi riferito esclusivamente agli istituti che disciplinano l\u2019indennit\u00e0 di malattia, come, per esempio, in tema di domanda amministrativa o di regime prescrizionale (cfr., in motivazione, Cass. n. 2865 del 2004).<\/li>\n<li>Per il resto, l\u2019indennit\u00e0 di malattia gode di una propria disciplina autonoma in ordine alla specifica indicazione dell\u2019evento protetto, dei soggetti beneficiari e del livello di prestazioni garantite all\u2019avente diritto. Soprattutto, vi \u00e8 differenza tra le due tutele in ragione delle modalit\u00e0 di finanziamento (cos\u00ec, in motivazione, Cass. n. 24009 del 2017).<\/li>\n<li>La disciplina del calcolo del trattamento economico di maternit\u00e0 \u2013 e dunque delle modalit\u00e0 di determinazione del quantum \u2013 si rinviene, infatti, esclusivamente nel successivo art. 23 che, come correttamente interpretato dalla Corte d\u2019appello, richiama solo gli \u00abelementi\u00bb (id est voci retributive) che concorrono a determinare la base di calcolo delle indennit\u00e0 economiche di malattia, mentre nulla dice in ordine alla misura della loro computabilit\u00e0.<\/li>\n<li>Ci\u00f2 perch\u00e9 la norma stabilisce una specifica disciplina di calcolo, prevedendo espressamente che la retribuzione parametro, da prendere a riferimento per determinare, nella misura dell\u201980% di essa (come stabilito dal precedente art. 22), l\u2019indennit\u00e0 medesima (recte di malattia), sia costituita dalla \u00abretribuzione media globale giornaliera\u00bb che si ottiene dividendo per trenta l\u2019importo totale della retribuzione del mese precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo.<\/li>\n<li>In questo senso appare corretto anche il richiamo, contenuto nella sentenza impugnata, alla pronuncia di questa Corte n. 8469 del 2003 che, sia pure in relazione a fattispecie diversa (disciplinata ratione temporis dall\u2019art. 16 della legge nr.1204 del 1971 e relativa a lavoratrici dello spettacolo), ma assimilabile, per analoghi riferimenti letterali, al contenuto della disposizione di cui all\u2019art. 23 del D.lgs. nr. 151 del 2001, affermava che la misura dell\u2019indennit\u00e0 di maternit\u00e0 andasse determinata in relazione alla \u00abretribuzione media globale giornaliera percepita\u00bb restando, invece, esclusa \u00abla possibilit\u00e0 di computarla facendo applicazione del sistema di calcolo stabilito per una indennit\u00e0 intrinsecamente diversa quale quella di malattia\u00bb.<\/li>\n<li>A ci\u00f2 \u00e8 da aggiungere che, come sottolineato anche dai giudici di merito, viene in rilievo la particolare tutela della maternit\u00e0, che il D.Lgs. nr. 151 del 2001, art. 23 \u00e8 finalizzato a garantire, in armonia con gli artt. 30, 31 e 37 Cost., privilegiando, anche in via di interpretazione sistematica, un criterio di maggior mantenimento possibile del livello retributivo immediatamente precedente al congedo rispetto a criteri che, come quelli per il computo dell\u2019indennit\u00e0 di malattia, comportano un\u2019attribuzione parziale di alcune voci retributive.<\/li>\n<li>Ci\u00f2 risulta anche conforme agli indirizzi costituzionali secondo i quali l\u2019indennit\u00e0 \u00e8 diretta ad assicurare alla donna lavoratrice la possibilit\u00e0 di vivere l\u2019evento senza una radicale riduzione del tenore di vita (v. Corte Cost. n. 132 del 1991 e n. 271 del 1999) e, altres\u00ec, agli indirizzi e alla legislazione europea (a partire, in particolare, dalle direttive nr. 86\/613\/CEE, nr. 92\/85\/CE e nr. 96\/34\/CE) ove da tempo, sia a livello dell\u2019Unione nel suo complesso sia da parte dei singoli Stati, si riconosce che la tutela della maternit\u00e0 pu\u00f2 favorire l\u2019aumento dell\u2019occupazione femminile che, a sua volta, pu\u00f2 avere ricadute positive sulla sostenibilit\u00e0 del modello sociale, sul miglioramento del tasso di crescita del sistema economico e sulla riduzione del rischio di povert\u00e0 delle famiglie in generale (in motivazione, Cass. n. 5361 del 2012).<\/li>\n<li>Il rigetto del primo motivo di ricorso preclude l\u2019esame del secondo, in relazione al quale non \u00e8 configurato alcun autonomo interesse alla decisione.<\/li>\n<li>Le spese, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore dei difensori in virt\u00f9 della dichiarata anticipazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"22\">\n<li>Ai sensi dell\u2019art. 13, co. 1 quater, del d.lgs. n. 115 del 2002 si d\u00e0 atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell\u2019ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13, ove dovuto.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">P.Q.M.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rigetta il ricorso. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimit\u00e0, che liquida in complessivi \u20ac 4.000,00 per compensi professionali, oltre ad \u20ac 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge, con distrazione in favore degli avv.ti M.C. e B.C. antistatari.<\/p>\n<p>Ai sensi dell\u2019art. 13, co. 1 quater, del d.lgs. n. 115 del 2002 d\u00e0 atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell\u2019ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13, ove dovuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fatti di causa &nbsp; con ricorso proposto dinanzi al Tribunale di Pistoia secondo il rito sommario contro le discriminazioni di<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1505,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[33,5],"tags":[11,39],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.1.1 - 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