{"id":426,"date":"2016-01-14T09:26:01","date_gmt":"2016-01-14T08:26:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatoriodiscriminazioni.org\/?p=426"},"modified":"2016-01-14T09:26:01","modified_gmt":"2016-01-14T08:26:01","slug":"discriminazione-razziale-tribunale-di-reggio-calabria-ordinanza-di-rimessione-alla-corte-costituzionale-30-marzo-2015","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.osservatoriodiscriminazioni.org\/index.php\/2016\/01\/14\/discriminazione-razziale-tribunale-di-reggio-calabria-ordinanza-di-rimessione-alla-corte-costituzionale-30-marzo-2015\/","title":{"rendered":"Discriminazione razziale, Tribunale di Reggio Calabria, Ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale 30 marzo 2015."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sezione lavoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>\u00a0\u00a0 Ordinanza ex art. 23 Legge 11 marzo 1953, n. 87<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Il Giudice del lavoro di Reggio Calabria, dr Arturo D&#8217;Ingianna.<\/p>\n<p>Nella causa iscritta al n. 2017\/14 R.G.<\/p>\n<p>Sul ricorso depositato il 9 giugno 2014.<\/p>\n<p>Nella controversia promossa da G. H. nata il &#8230; a &#8230;(difesa\u00a0 da avv.\u00a0\u00a0\u00a0 Cinzia\u00a0\u00a0\u00a0 Mascaro\u00a0\u00a0\u00a0 costituito\u00a0\u00a0\u00a0 in\u00a0\u00a0\u00a0 atti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 con\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 PEC cinzia.mascaro@avvlamezia.legalmail.it e domiciliato in via A. Cimino 65 Reggio Calabria presso lo\u00a0 studio\u00a0 dell&#8217;avv.\u00a0 Pietro\u00a0 Siviglia)\u00a0 &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">ricorrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Contro<\/p>\n<p>Comune di Botricello &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">resistente contumace.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 INPS &#8211; Istituto nazionale della Previdenza sociale (rappresentato e difeso dagli avv.ti Angelo Labrini, Angela Fazio,\u00a0 Angela\u00a0 Lagana&#8217;, Dario Adornato, Antonello Monoriti, Ettore Triolo, Valeria\u00a0 Grandizio elettivamente domiciliato, ai fini del presente\u00a0 giudizio\u00a0 in\u00a0 Reggio Calabria Via Romeo n. 15. Ai sensi e per\u00a0 gli\u00a0 effetti\u00a0 di\u00a0 cui\u00a0 agli artt. 134 co III e 176 co. II c.p.c., come\u00a0 modificati\u00a0 dal\u00a0 d.l.\u00a0 n. 35\/2005 conv. in legge n. 80\/2005,\u00a0 chiede\u00a0 che\u00a0 le\u00a0 notificazioni\u00a0 e comunicazioni vengano eseguite\u00a0 all&#8217;indirizzo\u00a0 di\u00a0 posta\u00a0 elettronica certificata\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 avv.valeria.grandizio@postacert.inps.gov.it.)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">resistente.<\/p>\n<p>sciogliendo la riserva di cui all&#8217;udienza del 24 marzo 2015,<\/p>\n<p>Premesso che con ricorso ex artt. 44 d.lgs. n. 286\/98,\u00a0 4\u00a0 d.lgs. 215\/03 , 28 D.L. 150\/2011 e 702-bis c.p.c. \u00abAzione\u00a0 civile\u00a0 contro\u00a0 la discriminazione\u00bb, la ricorrente evocava avanti il Tribunale di Reggio Calabria, sezione Lavoro il Comune di Botricello e l&#8217;Inps;<\/p>\n<p>che la ricorrente deduceva:<\/p>\n<p>di\u00a0 essere\u00a0 cittadina\u00a0 eritrea,\u00a0 titolare\u00a0 di\u00a0\u00a0 permesso\u00a0\u00a0 di soggiorno per motivi umanitari rilasciato in data 11 settembre 2013 e valido fino al 10 settembre 2014 e successivamente,\u00a0 come\u00a0 dichiarato nel corso del processo, prorogato;<\/p>\n<p>il 28 gennaio 2014 aveva inoltrato al\u00a0 Comune\u00a0 di\u00a0 Botricello istanza al fine di conseguire l&#8217;assegno\u00a0 di\u00a0 maternita&#8217;\u00a0 ex\u00a0 art.\u00a0 66 legge 448\/98 e art. 74 D.lgs.\u00a0 151\/2001\u00a0 in relazione\u00a0 alla\u00a0 nascita della figlia G. R. avvenuta in Catanzaro in data 25 dicembre 2013;<\/p>\n<p>il Comune convenuto aveva respinto la domanda sul presupposto che la normativa nazionale precluderebbe \u00abla possibilita&#8217; di accedere all&#8217;assegno di maternita&#8217; ai titolari\u00a0 di\u00a0 soggiorno\u00a0 rilasciati\u00a0 per motivi umanitari\u00bb, e non\u00a0 ai\u00a0 titolari\u00a0 di\u00a0 carta\u00a0 di\u00a0 soggiorno\u00a0 per soggiornanti di lungo periodo;<\/p>\n<p>tale determinazione era illegittima;<\/p>\n<p>la Corte costituzionale con\u00a0 varie\u00a0 sentenze\u00a0 (tra\u00a0 le\u00a0 tante sentenza 29-30 luglio 2008 n. 306; sentenza 14-23 gennaio 2009 n. 11; sentenza 26-28 maggio 2010 n. 187), aveva sancito che subordinare\u00a0 la prestazione alla titolarita&#8217; della carta di\u00a0 soggiorno\u00a0 e\u00a0 dunque\u00a0 al requisito della legale presenza nel territorio dello Stato da\u00a0 almeno cinque anni, costituiva \u00a0discriminazione dello straniero nei confronti del cittadino in contrasto con i principi enunciati nell&#8217;art 14 della Convenzione\u00a0 per\u00a0 la\u00a0 Salvaguardia\u00a0 dei\u00a0 diritti\u00a0 dell&#8217;uomo\u00a0 e\u00a0 delle liberta&#8217; fondamentali e dall&#8217;art. l del Protocollo\u00a0 addizionale\u00a0 alla\u00a0Convenzione stessa, adottato a\u00a0 Parigi\u00a0 il\u00a0 20\u00a0 marzo\u00a0 1952,\u00a0 secondo l&#8217;interpretazione che di essi e&#8217; stata offerta\u00a0 dalla\u00a0 Corte\u00a0 Europea dei diritti dell&#8217;uomo\u00bb;<\/p>\n<p>era priva di reddito;<\/p>\n<p>che\u00a0 dunque\u00a0 l&#8217;art\u00a0 74\u00a0 d.lgs.\u00a0 151\/01\u00a0 era\u00a0 contrario\u00a0\u00a0 alle disposizioni internazionali e di carattere discriminatorio;<\/p>\n<p>chiedeva:\u00a0 preliminarmente,\u00a0\u00a0 accertare\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0 dichiarare\u00a0\u00a0 il carattere discriminatorio dell&#8217;art. 74 D.lgs. n. 151\/2001 nella parte in cui consente l&#8217;erogazione dell&#8217;assegno di maternita&#8217; in favore dei soli stranieri titolari di permesso di soggiorno per soggiornanti\u00a0 di lungo periodo e non anche per gli stranieri regolarmente residenti\u00a0 e legalmente presenti sul territorio nazionale in virtu&#8217; di un\u00a0 diverso ma egualmente regolare permesso di\u00a0 soggiorno\u00a0 non\u00a0 avente\u00a0 carattere episodico e di breve durata quale appunto il\u00a0 permesso\u00a0 di\u00a0 soggiorno \u00abper\u00a0 motivi umanitari\u00bb,\u00a0 perche&#8217;\u00a0 in\u00a0 contrasto\u00a0 con\u00a0 il\u00a0 \u00a0precetto dell&#8217;art. 14 della CEDU, come replicato nell&#8217;art. 21 della Carta\u00a0 dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea &#8211;\u00a0 a\u00a0 sua\u00a0 volta\u00a0 richiamatodall&#8217;art. 6 del Trattato sull&#8217;Unione\u00a0 Europea,\u00a0 come\u00a0 modificato\u00a0 dal Trattato di Lisbona;<\/p>\n<p>in\u00a0 preliminare,\u00a0 accertare\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0 dichiarare\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 carattere discriminatorio del rigetto da parte del Comune di\u00a0 Botricello\u00a0 della domanda inoltrata dalla ricorrente in data 28 gennaio 2014 al fine di conseguire l&#8217;assegno di maternita&#8217; in relazione\u00a0 alla\u00a0 nascita\u00a0 della figlia G. R., perche&#8217; in contrasto con il precetto dell&#8217;art. 14 della CEDU,\u00a0 come\u00a0 replicato\u00a0 nell&#8217;art.\u00a0 21\u00a0\u00a0 della\u00a0\u00a0 Carta\u00a0\u00a0 dei\u00a0\u00a0 diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea &#8211; a sua volta richiamato dall&#8217;art. 6\u00a0del Trattato sull&#8217;Unione Europea, come\u00a0 modificato\u00a0 dal\u00a0 Trattato\u00a0 di Lisbona;<\/p>\n<p>conseguentemente\u00a0 e\u00a0 per\u00a0 l&#8217;effetto,\u00a0 previa\u00a0 disapplicazione della richiamata norma\u00a0 nazionale\u00a0 confliggente\u00a0 con\u00a0 il\u00a0 divieto\u00a0 di discriminazione sancito\u00a0 dall&#8217;art.\u00a0 14\u00a0 della\u00a0 CEDU,\u00a0 riconoscere\u00a0 la sussistenza dei requisiti in favore dell&#8217;odierna\u00a0 ricorrente\u00a0 per\u00a0 il riconoscimento dell&#8217;assegno di maternita&#8217; e dichiarare il suo diritto a percepire\u00a0 le\u00a0 relative\u00a0 utilita&#8217;\u00a0 ed\u00a0 i\u00a0 benefici\u00a0 economici,\u00a0 con condanna del Comune di Botricello e dell&#8217;Inps, secondo le\u00a0 rispettive competenze, al pagamento del\u00a0 relativo\u00a0 assegno,\u00a0 con\u00a0 decorrenza\u00a0 di legge.<\/p>\n<p>Rilevato che\u00a0 l&#8217;INPS,\u00a0 costituendosi\u00a0 in\u00a0 giudizio\u00a0 con\u00a0 memoria, eccepiva:<\/p>\n<p>il\u00a0 difetto\u00a0 di\u00a0 legittimazione\u00a0\u00a0 passiva,\u00a0\u00a0 posto\u00a0\u00a0 che\u00a0\u00a0 la concessione\u00a0 della\u00a0 prestazione\u00a0 assistenziale\u00a0\u00a0 era\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 esclusiva competenza del Comune, fungendo l&#8217;Istituto\u00a0 soltanto\u00a0 ai\u00a0 fini\u00a0 della materiale corresponsione della prestazione, quale mero ente pagatore;<\/p>\n<p>l&#8217; inammissibilita&#8217; del procedimento sommario ex art. 702-bis c.p.c., non rilevando i\u00a0 presupposti\u00a0 previsti\u00a0 dalla\u00a0 norma\u00a0 per\u00a0 il ricorso allo stesso, potendosi considerare ammissibile il ricorso\u00a0 ex art. 702 bis\u00a0 c.p.c.\u00a0 esclusivamente\u00a0 per\u00a0 esperire\u00a0 l&#8217;azione\u00a0 civile contro la discriminazione, e non altresi&#8217; , come\u00a0 nella\u00a0 fattispecie,per\u00a0 censurare\u00a0 il\u00a0 provvedimento\u00a0 di\u00a0 reiezione\u00a0 della\u00a0 domanda\u00a0\u00a0 di prestazione assistenziale, e dunque\u00a0 per\u00a0 conseguire\u00a0 la\u00a0 prestazione stessa;<\/p>\n<p>nel\u00a0 merito,\u00a0 relativamente\u00a0 all&#8217;azione\u00a0 civile\u00a0\u00a0 contro\u00a0\u00a0 la discriminazione, che la lettera della norma (art.\u00a0 43\u00a0 &#8211;\u00a0 44\u00a0 del\u00a0 TU 286\/98) nell&#8217;individuare la cd.\u00a0 discriminazione,\u00a0 precisava\u00a0 che\u00a0 la stessa si\u00a0 riferiva\u00a0 ad\u00a0 un\u00a0 comportamento\u00a0 posto\u00a0 in\u00a0 essere\u00a0 da\u00a0 un soggetto, pubblico o privato, che comporti, in condizione di\u00a0 parita&#8217; rispetto ad altri soggetti, un pregiudizio ai diritti e alle liberta&#8217; fondamentali e che sia\u00a0 determinato\u00a0 da\u00a0 ragioni\u00a0 razziali,\u00a0 etniche, religiose &#8230;.; che invece nella fattispecie de\u00a0 qua,\u00a0 non\u00a0 era\u00a0 dato ravvisare\u00a0\u00a0 alcun\u00a0\u00a0 comportamento,\u00a0\u00a0 rilevando\u00a0\u00a0 esclusivamente\u00a0\u00a0\u00a0 un provvedimento di diniego da parte dell&#8217;Ente Territoriale, che si\u00a0 era limitato\u00a0 ad\u00a0 applicare\u00a0 una\u00a0 legge\u00a0 dello\u00a0 Stato\u00a0 che\u00a0 richiede\u00a0\u00a0 la sussistenza di determinati presupposti e\u00a0 condizioni\u00a0 ai\u00a0 fini\u00a0 della erogazione del cd. assegno di maternita&#8217;;<\/p>\n<p>che\u00a0 dunque\u00a0 nel\u00a0 caso\u00a0 di specie non rilevava una \u00a0discriminazione tra il cittadino italiano\u00a0 ed il cittadino\u00a0 extracomunitario,\u00a0 dal\u00a0 momento\u00a0 che\u00a0 allo\u00a0 stesso\u00a0 era \u00a0riconosciuto il diritto alla prestazione\u00a0 reclamata\u00a0 in\u00a0 presenza\u00a0 di determinate\u00a0 condizioni\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0 presupposti\u00a0\u00a0 previsti\u00a0\u00a0 dalla\u00a0\u00a0 legge.<\/p>\n<p>Presupposti e condizioni che nel caso di specie non sussistevano; che nella fattispecie de qua, cio&#8217; che comportava la\u00a0 differenza\u00a0 tra\u00a0 un cittadino\u00a0 extracomunitario\u00a0 ed\u00a0 un\u00a0 altro\u00a0 era\u00a0 per\u00a0\u00a0 l&#8217;appunto\u00a0\u00a0 la titolarita&#8217; del permesso di soggiorno di lunga durata.<\/p>\n<p>Rilevato altresi&#8217; che Comune di Botricello rimaneva contumace.<\/p>\n<p>Tutto cio&#8217; premesso, osserva questo giudicante:<\/p>\n<p>per la soluzione della controversia e&#8217; dirimente la questione di legittimita&#8217; costituzionale della norma di cui all&#8217;art. 74 decreto legislativo n. 151 del 26\u00a0 marzo\u00a0 2001\u00a0 nella\u00a0 parte\u00a0 in\u00a0 cui\u00a0 limita soggettivamente l&#8217;accesso al\u00a0 beneficio\u00a0 dell&#8217;assegno\u00a0 di\u00a0 maternita&#8217; alle sole categorie di cittadini e stranieri\u00a0 soggiornanti\u00a0 di\u00a0 lungo periodo e non anche a soggetti stranieri in possesso di\u00a0 permesso\u00a0 di soggiorno per motivi umanitari di durata annuale ed oltre;<\/p>\n<p>che\u00a0 preliminarmente\u00a0 allo\u00a0 stato\u00a0 non\u00a0\u00a0 vi\u00a0\u00a0 sono\u00a0\u00a0 elementi plausibili di difetto di giurisdizione e di\u00a0 competenza\u00a0 del\u00a0 giudice adito;<\/p>\n<p>neppure plausibili si\u00a0 presentano\u00a0 le\u00a0 eccezioni\u00a0 preliminari sollevate dall&#8217;Inps atteso che la responsabilit\u00e0&#8217; dell&#8217;istituto\u00a0 pu\u00f2&#8217; limitarsi al solo \u00a0pagamento\u00a0 ed\u00a0 e&#8217;\u00a0 sufficiente\u00a0 a\u00a0 costituire\u00a0 una ragione\u00a0 di\u00a0 chiamata\u00a0 in\u00a0 giudizio\u00a0 al\u00a0 fine\u00a0 di\u00a0 conseguire\u00a0\u00a0 parte ricorrente un titolo di condanna sia verso il Comune titolare passivo dell&#8217;obbligo sia dell&#8217;istituto quale soggetto erogatore\u00a0 in\u00a0 concreto\u00a0della prestazione; in ogni caso sussistono\u00a0 precisi\u00a0 e\u00a0 significativi riscontri della titolarita&#8217; passiva del Comune anche alla luce\u00a0 della risposta data in sede amministrativa il che esclude\u00a0 una\u00a0 ragione\u00a0 di inammissibilita&#8217;\u00a0 del\u00a0 ricorso\u00a0 e\u00a0 di\u00a0 preliminare\u00a0 declaratoria\u00a0\u00a0 di improcedibilita&#8217; dell&#8217;azione;<\/p>\n<p>allo stato non sono neppure plausibili le eccezioni di ordine processuale avanzate dall&#8217;Inps atteso che il giudizio e&#8217;\u00a0 ammissibile come azione sia contro la denunciata discriminazione che\u00a0 puo&#8217;\u00a0 anche essere configurata nei\u00a0 confronti\u00a0 dello\u00a0 Stato\u00a0 Italiano\u00a0 e\/o\u00a0 della Pubblica amministrazione in ragione dei principi dell&#8217;Unione\u00a0 Europea e della Costituzione nazionale applicabili e sia come\u00a0 azione\u00a0 finale per conseguire una pronuncia di rimozione dell&#8217;impedimento\u00a0 di\u00a0 fonte legislativa all&#8217;accesso alla prestazione invocata e,\u00a0 in\u00a0 definitiva,tramite lo strumento processuale piu&#8217; snello del processo sommario di cognizione art.\u00a0 28\u00a0 d.lgs.\u00a0 150\/2011\u00a0 nel\u00a0 quale\u00a0 e&#8217;\u00a0 previsto\u00a0 \u00abcon l&#8217;ordinanza che definisce il giudizio il giudice puo&#8217;\u00a0 condannare\u00a0 il convenuto al risarcimento del danno anche non patrimoniale e ordinare la\u00a0 cessazione\u00a0 del\u00a0 comportamento,\u00a0 della\u00a0\u00a0 condotta\u00a0\u00a0 o\u00a0\u00a0 dell&#8217;atto discriminatorio pregiudizievole, adottando, anche nei confronti della pubblica\u00a0 amministrazione,\u00a0 ogni\u00a0\u00a0 altro\u00a0\u00a0 provvedimento\u00a0\u00a0 idoneo\u00a0\u00a0 a rimuoverne gli effetti.)\u00bb\u00a0 ottenere\u00a0 nell&#8217;ambito\u00a0 di\u00a0 tale\u00a0 sindacato\u00a0giudiziale, a seguito della accertata discriminazione, la conseguente pronuncia di condanna alla prestazione quale modalita&#8217;\u00a0 di\u00a0 rimozione della condotta discriminatoria;<\/p>\n<p>che altresi&#8217; e&#8217; indubbio che il procedimento in questione\u00a0 e&#8217; un procedimento giurisdizionale su diritti e la\u00a0 veste\u00a0 di\u00a0 autorita&#8217; giurisdizionale dello scrivente e\u00a0 dunque \u00a0nel\u00a0 quale\u00a0 e&#8217;\u00a0 consentito sollevare incidente di costituzionalita&#8217; ai sensi dell&#8217;art\u00a0 23\u00a0 legge 87 del 1953;<\/p>\n<p>quanto\u00a0 alla\u00a0 questione\u00a0 di\u00a0 rilevanza\u00a0 della\u00a0 questione\u00a0\u00a0 di costituzionalita&#8217; occorre precisare che non sono in\u00a0 discussione\u00a0 gli altri requisiti per l&#8217;accesso al beneficio assistenziale, non essendo contestato la\u00a0 presentazione\u00a0 della\u00a0 domanda\u00a0 amministrativa\u00a0 ne&#8217;\u00a0 la situazione reddituale utile all&#8217;accesso ne&#8217; lo\u00a0 stato\u00a0 di\u00a0 gravidanza della\u00a0 ricorrente\u00a0 ne&#8217;\u00a0 l&#8217;avvenuto\u00a0\u00a0 parto;<\/p>\n<p>resta\u00a0\u00a0 in\u00a0\u00a0 definitiva controversa la questione di estensione soggettiva del beneficio\u00a0 alla ricorrente,\u00a0 non\u00a0 cittadina\u00a0 italiana\u00a0 ne&#8217;\u00a0 comunitaria\u00a0 e\u00a0 priva\u00a0 di\u00a0permesso di\u00a0 soggiorno\u00a0 di\u00a0 lunga\u00a0 durata\u00a0 e\u00a0 tale\u00a0 carenza\u00a0 richiede necessariamente\u00a0 la\u00a0 valutazione\u00a0 sulla\u00a0 legittimita&#8217;\u00a0 costituzionale della norma dell&#8217;art. 74\u00a0 d.lgs.\u00a0 n.\u00a0 151\/2001\u00a0 nella\u00a0 parte\u00a0 in\u00a0 cui subordina il beneficio al\u00a0 possesso\u00a0 della\u00a0 cittadinanza\u00a0 italiano\u00a0 o comunitaria \u00a0o della carta di soggiorno ora permesso\u00a0 di\u00a0 soggiorno\u00a0 di lunga durata.<\/p>\n<p>Cio&#8217;\u00a0 premesso\u00a0 va\u00a0 infatti\u00a0 rilevato\u00a0\u00a0 che\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 nucleo\u00a0\u00a0 della controversia concerne la fondatezza del diritto della\u00a0 ricorrente\u00a0 ad ottenere\u00a0 l&#8217;assegno\u00a0 di\u00a0 maternita&#8217;\u00a0 disciplinato\u00a0 dall&#8217;art.\u00a0 74\u00a0 del d.lgsl. 151\/2001 secondo il\u00a0 quale\u00a0 \u00abPer\u00a0 ogni\u00a0 figlio\u00a0 nato\u00a0 dal\u00a0 1\u00b0gennaio 2001, o per ogni\u00a0 minore\u00a0 in\u00a0 affidamento\u00a0 preadottivo\u00a0 o\u00a0 in adozione senza affidamento dalla stessa data, alle\u00a0 donne\u00a0 residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso di carta di\u00a0 soggiorno ai sensi dell&#8217;art. 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.\u00a0 286,che non beneficiano dell&#8217;indennit\u00e0&#8217; di cui agli articoli 22, 66 e\u00a0 70 del presente testo unico e&#8217; concesso un assegno di maternit\u00e0&#8217;\u00bb; comma4: \u00abL&#8217;assegno di maternit\u00e0&#8217; di cui al comma 1, nonche&#8217; l&#8217;integrazione di cui al comma 6, spetta qualora il nucleo familiare di appartenenza della madre risulti in possesso di risorse economiche\u00a0 non\u00a0 superiori ai valori dell&#8217;indicatore della situazione economica (ISE), di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, tabella 1, pari a lire\u00a0 50 milioni annue con riferimento a nuclei familiari con tre componenti\u00bb;<\/p>\n<p>che la ricorrente e&#8217; soggetto residente e legalmente presente sul territorio nazionale in virtu&#8217; di permesso di soggiorno per motivi umanitari di cui di cui all&#8217; art. 5, 6\u00b0 comma del d.lgs. n.\u00a0 286\u00a0 del 1998 rilasciato in data 11 settembre 2013 valido fino \u00a0al 10\u00a0 settembre 2014 e prorogato: un titolo di legittimazione al soggiorno In\u00a0 Italia non avente dunque carattere episodico ne&#8217; di breve durata;<\/p>\n<p>che il permesso di soggiorno\u00a0 per\u00a0 motivi\u00a0 umanitari\u00a0 e&#8217;\u00a0 per giurisprudenza\u00a0 della\u00a0 Suprema\u00a0\u00a0 Corte\u00a0\u00a0 una\u00a0\u00a0 situazione\u00a0\u00a0 giuridica soggettiva dello straniero che gode della garanzia costituzionale\u00a0 di cui all&#8217;art. 2 della Costituzione ed e&#8217; da ricondurre alla\u00a0 categoria dei diritti umani fondamentali (cfr. ord. N.\u00a0 19393\/2009\u00a0 Sez.\u00a0 Unite Civili);<\/p>\n<p>che l&#8217;art. 14 della Convenzione Europea dei diritti dell&#8217;uomo (CEDU) firmata a Roma il 4 novembre 1950 sancisce che\u00a0 \u00abIl\u00a0 godimento dei diritti e delle liberta&#8217; riconosciuti nella presente\u00a0 Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in\u00a0 particolare quelle fondate\u00a0 sul\u00a0 sesso,\u00a0 la\u00a0 razza,\u00a0 il\u00a0 colore,\u00a0 la\u00a0 lingua,\u00a0 la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere,\u00a0 l&#8217;origine nazionale o sociale, l&#8217;appartenenza a\u00a0 una\u00a0 minoranza\u00a0 nazionale,\u00a0 la\u00a0ricchezza, la nascita od ogni altra condizione\u00bb;<\/p>\n<p>che\u00a0 la\u00a0 giurisprudenza\u00a0 della\u00a0 Corte\u00a0 Europea\u00a0 dei\u00a0\u00a0 diritti dell&#8217;uomo ha reiteratamente affermato che tra i diritti\u00a0 patrimoniali tutelati dall&#8217;art. 1 del Protocollo addizionale\u00a0 I\u00a0 alla\u00a0 Convenzione per la salvaguardia dei diritti\u00a0 dell&#8217;uomo,\u00a0 si\u00a0 intendono\u00a0 anche\u00a0 le prestazioni\u00a0 sociali,\u00a0 comprese\u00a0 quelle\u00a0 cui\u00a0\u00a0 non\u00a0\u00a0 corrisponde\u00a0\u00a0 il versamento di contributi, e che per tali diritti vige il\u00a0 divieto\u00a0 di discriminazione di cui all&#8217;art. 14 della Convenzione (in\u00a0 tal\u00a0 senso,con riferimento all&#8217;assegno di invalidita&#8217; civile\u00a0 cfr.\u00a0 sentenza\u00a0 26 febbraio 1993 in causa Salesi\/Italia; sentenza 30 settembre\u00a0 2003\u00a0 in causa Koua Poirrez\/ Francia nella quale si\u00a0 stabilisce\u00a0 il\u00a0 principio\u00a0per cui \u00abl&#8217;assegno per minorati adulti\u00a0 previsto\u00a0 dalla\u00a0 legislazione francese\u00a0 e&#8217;\u00a0 un\u00a0 diritto\u00a0 patrimoniale\u00a0 ai\u00a0 sensi\u00a0 dell&#8217;art.\u00a0 1\u00a0 del Protocollo I e di conseguenza soggiace al divieto di\u00a0 discriminazione sancito dall&#8217;art. 14 della\u00a0 Convenzione\u00a0 europea\u00a0 dei\u00a0 diritti\u00a0 dell&#8217;uomo\u00bb);<\/p>\n<p>che, conseguentemente, l&#8217;art. 14 della CEDU e\u00a0 l&#8217;art.\u00a0 1\u00a0 del relativo\u00a0 Protocollo\u00a0 addizionale,\u00a0 secondo\u00a0 l&#8217;interpretazione\u00a0 della Corte europea per la tutela dei diritti dell&#8217;uomo, obbligano lo Stato italiano a legiferare in materia di prestazioni\u00a0 sociali,\u00a0 anche\u00a0 non contributive, senza porre alcuna\u00a0 discriminazione\u00a0 in\u00a0 ragione\u00a0 della nazionalita&#8217;\u00a0 delle\u00a0 persone.\u00a0\u00a0 Discriminazione\u00a0\u00a0 che \u00a0\u00a0si\u00a0\u00a0 realizza\u00a0 ogniqualvolta un\u00a0 dato\u00a0 trattamento\u00a0 non\u00a0 trovi\u00a0 una\u00a0 giustificazione oggettiva\u00a0 e\u00a0 ragionevole,\u00a0 non\u00a0 realizzi,\u00a0 cioe&#8217;,\u00a0 un\u00a0 rapporto\u00a0\u00a0 di proporzionalita&#8217; tra i mezzi impiegati e l&#8217;obiettivo perseguito (cfr.Niedzwiecki contro Germania, sentenza del 25 ottobre 2005);<\/p>\n<p>che l&#8217;art. 74 d.lgs. 151\/2001 ponendo come requisito\u00a0 per\u00a0 la fruizione dell&#8217;assegno di maternita&#8217; il possesso\u00a0 della\u00a0 cittadinanza italiana o l&#8217;essere titolare di carta di soggiorno\u00a0 ora\u00a0 permesso\u00a0 CE per lungo soggiorno, ha\u00a0 portata\u00a0 restrittiva\u00a0 e\u00a0 non\u00a0 manifestamente ragionevole,\u00a0 in\u00a0 quanto\u00a0 attribuisce\u00a0 un\u00a0 trattamento\u00a0 differenziato basato,\u00a0 seppure\u00a0 indirettamente,\u00a0 sulla\u00a0 nazionalita&#8217;\u00a0 rispetto\u00a0\u00a0 ai cittadini comunitari e sulla base del solo dato temporale\u00a0 di\u00a0 durata della\u00a0 residenza\u00a0 rispetto\u00a0\u00a0 ad\u00a0\u00a0 alcune\u00a0\u00a0 categorie\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 stranieri\u00a0extracomunitari \u00a0senza\u00a0 prendere\u00a0 in\u00a0 considerazione\u00a0 condizioni\u00a0 di grave bisogno della persona soggiornante, legalmente\u00a0 autorizzata,\u00a0 e che versi in oggettiva e conclamata debolezza economica e\u00a0 fisica\u00a0 da non poter adeguatamente provvedere\u00a0 al\u00a0 proprio\u00a0 sostentamento\u00a0 e\u00a0 di quello del figlio;<\/p>\n<p>esigenza di tutela di assicurare adeguate prestazioni sociali piu&#8217; volte sottolineata dalla Corte costituzionale (cfr. sent.\u00a0 29-30 luglio 2008, n.\u00a0 306,\u00a0 relativa\u00a0 all&#8217;indennita&#8217;\u00a0 di\u00a0 accompagnamento;\u00a0sent. 14-23 gennaio 2009 n. 11 relativa alla pensione di\u00a0 inabilita&#8217;;sent. n. 187\/2010 riguardante l&#8217;assegno mensile di invalidita&#8217;; sent\u00a0329 del 2011 concernente la indennita&#8217; di frequenza e ancor piu&#8217;\u00a0recentemente per le pensioni ai ciechi civili sent. n. 22 del\u00a0 2015), seppure con riferimento all&#8217;art. 80 comma 19 della legge n. 388\/2000, che\u00a0 statuendo\u00a0 che\u00a0 \u00able\u00a0 provvidenze\u00a0 economiche\u00a0 che\u00a0 costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente\u00a0 in\u00a0 materia\u00a0 di servizi\u00a0 sociali\u00a0 sono\u00a0 concesse,\u00a0 alle\u00a0 condizioni\u00a0 previste\u00a0\u00a0 dalla legislazione medesima, agli stranieri che siano titolari di carta\u00a0 di soggiorno\u00bb, ed oggi, per effetto del D.lgsl. n. 3\/2007,\u00a0 di\u00a0 permesso di soggiorno CE\u00a0 per\u00a0 soggiornanti\u00a0 di\u00a0 lungo\u00a0 periodo,\u00a0 contiene\u00a0 la medesima limitazione riprodotta nell&#8217;art. 74 d.lgsl. 151\/2001;<\/p>\n<p>che e&#8217; pacifico che l&#8217;assegno di maternita&#8217;\u00a0 rientri\u00a0 tra\u00a0 le \u00abprovvidenze economiche\u00bb\u00a0 che\u00a0 costituiscono \u00a0diritti\u00a0 soggettivi\u00a0 di assistenza sociale,\u00a0 ed\u00a0 essendo\u00a0 la\u00a0 ricorrente\u00a0 soggetto\u00a0 privo\u00a0 di reddito o di\u00a0 altre\u00a0 forme\u00a0 di\u00a0 tutela\u00a0 economica\u00a0 della\u00a0 maternita&#8217;,l&#8217;assegno in questione costituisce prestazione essenziale\u00a0 diretta\u00a0 a soddisfare\u00a0 bisogni\u00a0 primari\u00a0 della\u00a0 persona\u00a0 che\u00a0 e&#8217;\u00a0 compito\u00a0 della Repubblica\u00a0 promuovere\u00a0 e\u00a0 salvaguardare;\u00a0 un\u00a0 rimedio\u00a0\u00a0 costituente, dunque, un\u00a0 diritto\u00a0 fondamentale\u00a0 perche&#8217;\u00a0 garanzia\u00a0 per\u00a0 la\u00a0 stessa<\/p>\n<p>sopravvivenza del soggetto e del minore, riferito ad\u00a0 un\u00a0 periodo\u00a0 in cui\u00a0 il\u00a0 soggetto\u00a0 richiedente\u00a0 e&#8217;\u00a0 in\u00a0\u00a0 situazione generalmente\u00a0\u00a0 di particolare precaria\u00a0 condizione\u00a0 fisica\u00a0 e\u00a0 psichica\u00a0 ostativa,\u00a0 per legge,\u00a0 allo\u00a0 svolgimento\u00a0 di\u00a0 attivita&#8217;\u00a0 di\u00a0 lavoro\u00a0 in\u00a0 periodo\u00a0 di\u00a0interdizione obbligatoria, quali sono i periodi\u00a0 della\u00a0 gravidanza\u00a0 e del post partum e quindi costituire situazioni di bisogno inerente\u00a0 a condizioni minime di\u00a0 vita\u00a0 e\u00a0 di\u00a0 salute\u00a0 in\u00a0 relazione\u00a0 alle\u00a0 quali appaiono sussistere fondati dubbi\u00a0 di\u00a0 irragionevole\u00a0 discriminazione legata solo a condizioni di appartenenza nazionale o comunitaria o di durata\u00a0 temporale\u00a0 del\u00a0 soggiorno\u00a0 e\u00a0 non\u00a0 ricorrendo\u00a0\u00a0 neppure\u00a0\u00a0 una\u00a0situazione di presenza sul territorio nazionale del tutto episodica o di breve durata;<\/p>\n<p>che il divieto di discriminazione in base\u00a0 alla\u00a0 nazionalita&#8217; e&#8217;\u00a0 altresi&#8217;\u00a0 sancito\u00a0 nell&#8217;\u00a0 art.\u00a0 21\u00a0 della\u00a0\u00a0 Carta\u00a0\u00a0 dei\u00a0\u00a0 diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea del 7 dicembre 2000,\u00a0 ai\u00a0 sensi\u00a0 del quale \u00ab1. E&#8217; vietata qualsiasi forma di discriminazione\u00a0 fondata,\u00a0 in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle\u00a0 o\u00a0 l&#8217;origine etnica\u00a0 o\u00a0 sociale,\u00a0 le\u00a0 caratteristiche\u00a0 genetiche,\u00a0 la\u00a0 lingua,\u00a0 la religione o le convinzioni personali,\u00a0 le\u00a0 opinioni\u00a0 politiche\u00a0 o\u00a0 di\u00a0qualsiasi altra natura, l&#8217;appartenenza ad una-\u00a0 minoranza\u00a0 nazionale,\u00a0il patrimonio, la nascita, la disabilita&#8217;,\u00a0 l&#8217;eta&#8217;\u00a0 o\u00a0 l&#8217;orientamento\u00a0sessuale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito\u00a0 d&#8217;applicazione\u00a0 dei\u00a0 trattati\u00a0 e\u00a0\u00a0 fatte\u00a0\u00a0 salve disposizioni specifiche\u00a0 in\u00a0 essi\u00a0 contenute,\u00a0 e&#8217;\u00a0 vietata\u00a0 qualsiasi discriminazione in base alla nazionalita&#8217;\u00bb, richiamato dall&#8217;\u00a0 art.\u00a0 6 del\u00a0 Trattato\u00a0 sull&#8217;Unione\u00a0 Europea\u00a0 ai\u00a0 sensi\u00a0 del\u00a0 quale\u00a0 \u00abL&#8217;Unione riconosce i diritti, le liberta&#8217; e i principi sanciti nella Carta dei diritti\u00a0 fondamentali\u00a0 dell&#8217;Unione\u00a0 europea\u00a0 del\u00a0 7\u00a0 dicembre\u00a0\u00a0 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha\u00a0 lo\u00a0 stesso\u00a0 valore giuridico dei trattati\u00bb;<\/p>\n<p>che stante la speciale e tassativa disciplina di cui al detto art.\u00a0 74\u00a0 cit\u00a0 la\u00a0 questione\u00a0 in\u00a0 esame\u00a0 non\u00a0\u00a0 e&#8217;\u00a0\u00a0 risolvibile\u00a0\u00a0 con un&#8217;interpretazione di prevalenza\u00a0 tratta\u00a0 dalla\u00a0 generale\u00a0 previsione dettata in materia di prestazioni sociali e assistenziali\u00a0 in\u00a0 favore dei cittadini extracomunitari dall&#8217;art. 41 del d.lgs. n. 286 del 1998 che invece\u00a0 prevede\u00a0 che\u00a0 \u00abGli\u00a0 stranieri\u00a0 titolari\u00a0 della\u00a0 carta\u00a0 disoggiorno o di permesso di soggiorno di durata non\u00a0 inferiore\u00a0 ad\u00a0 un anno, nonche&#8217; i minori iscritti nella loro carta di soggiorno\u00a0 o\u00a0 nel loro permesso di soggiorno, sono equiparati ai cittadini italiani\u00a0 ai fini della fruizione delle provvidenze\u00a0 e\u00a0 delle\u00a0 prestazioni,\u00a0 anche\u00a0economiche, di assistenza sociale, incluse quelle previste per coloro che sono\u00a0 affetti\u00a0 da\u00a0 morbo\u00a0 di\u00a0 Hansen\u00a0 o\u00a0 da\u00a0 tubercolosi,\u00a0 per\u00a0 i sordomuti, per i ciechi civili, per gli invalidi\u00a0 civili\u00a0 e\u00a0 per\u00a0 gli indigenti\u00bb;<\/p>\n<p>che l&#8217;art. 74 d.lgsl. 151\/2001,\u00a0 inibendo\u00a0 in\u00a0 modo\u00a0 netto\u00a0 e preciso\u00a0 al\u00a0 soggetto\u00a0 extracomunitario\u00a0 stabilmente\u00a0 e\u00a0 regolarmente presente nel territorio nazionale, se privo\u00a0 di\u00a0 carta\u00a0 di\u00a0 soggiorno(ora permesso di soggiorno CE di lungo periodo a norma del d. lgsl. 3\u00a0del 2007), la fruizione dell&#8217;assegno di maternita&#8217;,\u00a0 diversifica,\u00a0 in violazione\u00a0 dell&#8217;art.\u00a0 3\u00a0 della\u00a0 Costituzione,\u00a0 il\u00a0\u00a0 trattamento\u00a0\u00a0 di situazioni identiche senza alcuna giustificazione razionale;<\/p>\n<p>che la norma dell&#8217;art. 74 cit, in ragione\u00a0 del\u00a0 suo\u00a0 dettato,appare vulnerare i valori di solidarieta&#8217; di\u00a0 cui\u00a0 all&#8217;art.\u00a0 2\u00a0 della Costituzione e le finalita&#8217; proprie dell&#8217;assistenza,\u00a0 quali\u00a0 emergono dall&#8217;art.\u00a0 38\u00a0 Cost\u00a0 (estensibili\u00a0 anche\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 persona\u00a0\u00a0 straniera\u00a0extracomunitaria) volto ad assicurare mezzi di sostentamento\u00a0 per\u00a0 la garanzia delle esigenze minime di protezione della persona;<\/p>\n<p>che in tema di\u00a0 trattamento\u00a0 dello\u00a0 straniero\u00a0 deve\u00a0 altresi&#8217; evocarsi\u00a0 l&#8217;art.\u00a0 10\u00a0 della\u00a0 Costituzione\u00a0 che\u00a0 rimette\u00a0 alla\u00a0\u00a0 legge nazionale\u00a0 la\u00a0\u00a0 disciplina\u00a0\u00a0 applicabile\u00a0\u00a0 allo\u00a0\u00a0 straniero,\u00a0\u00a0 e\u00a0\u00a0 la giurisprudenza costituzionale in materia ha riconosciuto laddove\u00a0 non siano in questione diritti inviolabili della persona, un\u00a0 margine\u00a0 di discrezionalita&#8217;\u00a0\u00a0 concesso\u00a0\u00a0 al\u00a0\u00a0\u00a0 legislatore\u00a0\u00a0\u00a0 nazionale\u00a0\u00a0\u00a0 nella differenziazione di disciplina tra i cittadini e\u00a0 gli\u00a0 stranieri\u00a0 nei limiti\u00a0 pero&#8217;\u00a0 del\u00a0 parametro\u00a0 di\u00a0 ragionevolezza\u00a0 e\u00a0\u00a0 dei\u00a0\u00a0 principi internazionali recepiti dall&#8217;ordinamento nazionale;<\/p>\n<p>che anche\u00a0 la\u00a0 Carta\u00a0 dei\u00a0 diritti\u00a0 fondamentali\u00a0 dell&#8217;Unione Europea del 7\u00a0 dicembre\u00a0 2000\u00a0 si\u00a0 occupa\u00a0 di\u00a0 \u00absicurezza\u00a0 sociale\u00a0 e assistenza sociale\u00bb all&#8217;art. 34 sancendo \u00abil diritto di accesso\u00a0 alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che\u00a0 assicurano protezione in casi quali la maternita&#8217;,\u00a0 &#8230;.\u00a0 secondo\u00a0 le\u00a0 modalita&#8217;\u00a0stabilite\u00a0 dal\u00a0 diritto\u00a0 dell&#8217;Unione\u00a0 e\u00a0 le\u00a0 legislazioni\u00a0 e\u00a0\u00a0 prassi nazionali\u00bb;<\/p>\n<p>che la norma dell&#8217;art. 74 cit nel\u00a0 subordinare\u00a0 la\u00a0 fruizione dell&#8217;assegno\u00a0 di\u00a0 maternita&#8217;\u00a0 alla\u00a0 titolarita&#8217;\u00a0 della\u00a0 permesso\u00a0\u00a0 di soggiorno CE di lungo periodo, appare altresi&#8217;\u00a0 contrastante\u00a0 con\u00a0 il disposto dell&#8217;art. 31 della Costituzione secondo\u00a0 cui\u00a0 la\u00a0 Repubblica\u00a0 protegge la maternita&#8217; e\u00a0 con\u00a0 l&#8217;art.\u00a0 117,\u00a0 primo\u00a0 comma\u00a0 Cost.\u00a0 che condiziona l&#8217;esercizio della potesta&#8217; legislativa dello Stato e delle regioni al\u00a0 rispetto\u00a0 degli\u00a0 obblighi\u00a0 internazionali,\u00a0 fra\u00a0 i\u00a0 quali\u00a0rientrano quelli derivanti\u00a0 dalla\u00a0 Convenzione\u00a0 europea\u00a0 dei\u00a0 diritti dell&#8217;uomo e la normativa dell&#8217;Unione europea;<\/p>\n<p>che\u00a0\u00a0 sulla\u00a0\u00a0 necessita&#8217; \u00a0\u00a0di\u00a0\u00a0 esperire\u00a0\u00a0\u00a0 l&#8217;incidente\u00a0\u00a0\u00a0 di costituzionalita&#8217; deve anche osservarsi\u00a0 dall&#8217;esame\u00a0 complessivo\u00a0 del diritto dell&#8221;Unione Europea non e&#8217; dato\u00a0 rinvenire\u00a0 una\u00a0 disposizione normativa che in quanto munita di completezza, precisione,\u00a0 chiarezza e assenza di condizioni da non\u00a0 richiedere\u00a0 misure\u00a0 complementari\u00a0 di carattere\u00a0 nazionale\u00a0 o\u00a0 europeo,\u00a0 abbia\u00a0 effetto\u00a0 diretto\u00a0 volto\u00a0 al riconoscimento di un diritto all&#8217;assegno in\u00a0 questione\u00a0 anche\u00a0 a\u00a0 chi goda dello status di straniero soggiornante per motivi \u00a0umanitari\u00a0 ma senza averne i requisito del permesso di soggiorno di \u00a0\u00a0lunga\u00a0 durata,\u00a0il che osta ad una diretta disapplicazione della norma\u00a0 nazionale\u00a0 da parte del giudice nazionale per contrasto con la\u00a0 norma\u00a0 comunitaria,rendendosi\u00a0 necessario\u00a0 investire\u00a0 la\u00a0 Corte\u00a0\u00a0 costituzionale\u00a0\u00a0 della questione di legittimita&#8217; costituzionalita&#8217; della norma interna\u00a0 (sui detti\u00a0 criteri\u00a0 anche\u00a0 di\u00a0 recente\u00a0 sent.\u00a0 Corte\u00a0 costituzionale\u00a0\u00a0 n. 226\/2014) al fine di valutare se la discrezionalita&#8217; del\u00a0 legislatore nazionale\u00a0 nella\u00a0 individuazione\u00a0 delle\u00a0 prestazioni\u00a0 di\u00a0\u00a0 assistenza\u00a0sociale in favore degli stranieri &#8211; discrezionalita&#8217; in\u00a0 materia\u00a0 pur sempre predicabile come piu&#8217; volte riconosciuto dalla\u00a0 giurisprudenza costituzionale fatti salvi soli i diritti inviolabili\u00a0 della\u00a0 persona umana\u00a0 &#8211;\u00a0 abbia\u00a0 oltrepassato\u00a0 i\u00a0 limiti\u00a0 di\u00a0 ragionevolezza\u00a0 e\u00a0\u00a0 non discriminazione;<\/p>\n<p>cio&#8217; osta anche ad ogni\u00a0 altra\u00a0 interpretazione\u00a0 adeguatrice\u00a0 del testo sia per la tassativita&#8217; e portata restrittiva delle espressioni utilizzate sia perche&#8217;\u00a0 non\u00a0 e&#8217;\u00a0 da\u00a0 escludere\u00a0 un\u00a0 bilanciamento\u00a0 in materia da parte\u00a0 del\u00a0 legislatore\u00a0 tra\u00a0 interessi\u00a0 contrapposti\u00a0 che tuttavia questo giudicante non e&#8217; abilitato a dirimere\u00a0che alla stregua\u00a0 di\u00a0 quanto\u00a0 sopra\u00a0 considerato\u00a0 non\u00a0 appare manifestamente infondata la questione di legittimita&#8217;\u00a0 costituzionale dell&#8217;art. 74 d.lgs. 151\/01 nella parte in\u00a0 cui,\u00a0 nel\u00a0 subordinare\u00a0 il diritto\u00a0 a\u00a0 prestazioni\u00a0 previdenziali\u00a0 che\u00a0\u00a0 costituiscono\u00a0\u00a0 diritti soggettivi\u00a0 e\u00a0 siano\u00a0 dirette\u00a0 a\u00a0 soddisfare\u00a0 bisogni\u00a0 primari\u00a0 della persona, fra i quali appunto l&#8217;assegno di maternita&#8217;, al possesso\u00a0 di carta di soggiorno ai sensi dell&#8217;art. 9 del\u00a0 decreto\u00a0 legislativo\u00a0 25 luglio 1998, n. 286, ora permesso di soggiorno di\u00a0 lungo\u00a0 periodo,\u00a0 e\u00a0dunque al requisito dello straniero extracomunitario\u00a0 della\u00a0 presenza nel territorio dello\u00a0 Stato\u00a0 da\u00a0 almeno\u00a0 cinque\u00a0 anni,\u00a0 introduca\u00a0 un requisito idoneo a generare una irragionevole\u00a0 discriminazione\u00a0 dello straniero nei confronti del cittadino, in violazione degli\u00a0 artt.\u00a0 14 della\u00a0 Convenzione\u00a0 ed 1\u00a0 del\u00a0 Protocollo\u00a0 aggiuntivo,\u00a0\u00a0 cosi&#8217;\u00a0\u00a0 come interpretati dalla Corte stessa e replicati nell&#8217;art. 21 della\u00a0 Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, a sua volta\u00a0 richiamato\u00a0dall&#8217;art. 6 del Trattato sull&#8217;Unione Europea, dagli art.\u00a0 2,\u00a0 3,\u00a0 10,31, 38 , 117 primo comma Cost. escludendo i titolari di\u00a0 permesso\u00a0 di soggiorno\u00a0 per\u00a0 motivi\u00a0 umanitari\u00a0 dal\u00a0\u00a0 diritto\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 provvidenza assistenziale dell&#8217;assegno di maternita&#8217;;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>P. Q. M.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Visto l&#8217;art. 23 della legge 87 del 1953,<\/p>\n<p>Dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimita&#8217;\u00a0 costituzionale\u00a0 dell&#8217;art.\u00a0 74,\u00a0 D.lgsl.\u00a0 151\/2001,\u00a0 nei termini\u00a0 sopra\u00a0 esposti,\u00a0 per\u00a0 conflitto\u00a0 con\u00a0 gli\u00a0 artt.\u00a0 14\u00a0\u00a0 della Convenzione\u00a0 per\u00a0 la\u00a0 salvaguardia\u00a0 dei\u00a0 diritti\u00a0 dell&#8217;uomo\u00a0 e\u00a0 delle liberta&#8217; fondamentali (CEDU) firmata a Roma il 4 novembre 1950 e resa esecutiva\u00a0 con\u00a0 legge\u00a0 4\u00a0 agosto\u00a0 1955,\u00a0 n.\u00a0 848,\u00a0 e\u00a0 del\u00a0 Protocollo addizionale alla Convenzione, firmato a\u00a0 Parigi\u00a0 il\u00a0 20\u00a0 marzo\u00a0 1952, nonche&#8217; con gli\u00a0 artt.\u00a0 2,\u00a0 3,10.\u00a0 38,\u00a0 31,\u00a0 117\u00a0 primo\u00a0 comma\u00a0 della Costituzione;<\/p>\n<p>Solleva d&#8217;ufficio questione di legittimita&#8217; costituzionale ordina l&#8217;immediata trasmissione\u00a0 degli\u00a0 atti\u00a0 alla\u00a0 Corte\u00a0 costituzionale\u00a0 e sospende il giudizio in corso.<\/p>\n<p>Ordina\u00a0 altresi&#8217;\u00a0 che\u00a0 a\u00a0 cura\u00a0 della\u00a0 Cancelleria\u00a0 la\u00a0\u00a0 presente ordinanza sia notificata al Presidente del Consiglio dei\u00a0 Ministri\u00a0 ecomunicata, sempre a cura della Cancelleria, ai Presidenti delle\u00a0 due\u00a0Camere del Parlamento.<\/p>\n<p>Si comunichi alle parti costituite.<\/p>\n<p>Reggio Calabria, addi&#8217; 30 marzo 2015.<\/p>\n<p>Il Giudice: D&#8217;Ingianna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO CALABRIA \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sezione lavoro \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ordinanza ex art. 23 Legge 11 marzo 1953, n.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":428,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36,5],"tags":[8],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>fruizione dell&#039;assegno di maternita&#039;, Ordinanza rimessione Corte Costituzionale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"l&#039;art. 74 d.lgs. 151\/2001 ponendo come requisito per la fruizione dell&#039;assegno di maternita&#039; il possesso della cittadinanza italiana o l&#039;essere titolare di carta di soggiorno ora permesso CE per lungo soggiorno, ha portata restrittiva e non manifestamente ragionevole in quanto attribuisce un trattamento differenziato basato, seppure indirettamente, sulla nazionalita&#039;\" \/>\n<link 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